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Via libera alla Superciclabile Firenze-Prato, adottata la variante urbanistica

 “Il primo caso in Italia di infrastruttura ciclabile ad alta capacità per sostenere la mobilità alternativa”

È il primo caso in Italia di infrastruttura ciclabile ad alta capacità: è la superciclabile di collegamento tra Firenze e Prato, che ha avuto oggi il via libera del Consiglio comunale con l’adozione della variante urbanistica semplificata su proposta dell’assessore all’Ambiente Cecilia Del Re e dopo l’ok della giunta delle scorse settimane. Un grande asse verde di collegamento della piana fiorentina per rinnovare il sistema della mobilità puntando su forme alternative ai mezzi a motore: per questo, la larghezza della pista sarà adeguata a velocità sostenute, con possibilità di sorpasso e un tracciato lineare con il minor numero di interferenze possibile. La variante al regolamento urbanistico adottata oggi modifica la scheda norma attuale relativa alla viabilità della rotonda XI Agosto per l’introduzione della previsione di opera pubblica.

“Una vera e propria superstrada ciclabile che unirà le città di Firenze e Prato, con caratteristiche che la differenziano in modo sostanziale dalle piste ciclabili ordinarie presenti sul territorio italiano. Un’infrastruttura progettata per diventare un grande asse di collegamento della piana fiorentina, in grado di innovare il sistema della mobilità incentivando forme alternative rispetto al mezzo motorizzato. Una superpista concepita per soddisfare le esigenze di mobilità dell’utenza abituale, ma anche di quella saltuaria e turistica”. 

A settembre scorso la Città metropolitana ha approvato il progetto definitivo per la realizzazione della superstrada ciclabile di collegamento Firenze – Prato, per i lotti 1 e 2. Il lotto 1 della superstrada ciclabile Firenze-Prato attraversa i comuni di Firenze e Sesto Fiorentino. Il Comune di Firenze è interessato dal tracciato del lotto 1 che parte da via Perfetti Ricasoli e arriva ad attraversare il confine comunale seguendo il tracciato di via delle Due Case. Come emerso dalla Conferenza dei servizi convocata dalla Città metropolitana, parte dell’infrastruttura attraversa aree di proprietà privata da sottoporre a procedura espropriativa: la variante adottata è funzionale alla creazione del vincolo per procedere all’esproprio.

Il progetto prevede una pista con larghezza nominale di 4 metri per consentire il sorpasso e quindi l’utilizzo in sicurezza da parte di un’utenza diversificata; anche i raggi di curvatura sono incrementati in modo da permettere la circolazione in sicurezza a velocità sostenute (25 km/h). Il tracciato è diretto e prevede deviazioni solo dove inevitabili; le intersezioni sono studiate per garantire la massima sicurezza dell’utenza debole; la pista è dotata di un impianto di illuminazione dedicato con un sistema di sensori di presenza per il controllo biodinamico della luce che permette l’accensione nelle ore notturne; il progetto del verde prevede inoltre la riqualificazione e ombreggiatura del contesto attraversato dalla pista.

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