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“Toscana in gioco, la sinistra voti per fermare la Lega” – la mia intervista a Repubblica Firenze

Nardella “Toscana in gioco, a sinistra un voto per Giani. Non ci sarà un doppio turno, non si andrà al ballottaggio. A chi sostiene Fattori ricordo il voto disgiunto”

«Abbiamo tante differenze ma abbiamo fatto anche tante battaglie insieme con la sinistra, dalle case popolari alle tramvie all’ambiente. E agli amici tentati dal voto a Toscana a Sinistra di Fattori dico: attenzione, tutto quello per cui abbiamo combattuto con la Ceccardi verrebbe spazzato via. È in gioco la Toscana».

Sindaco Dario Nardella, un appello del genere perchè è davvero tanto preoccupato? «Sono fiducioso e determinato, ma è evidente che si deciderà tutto nei prossimi 5 giorni. Non ci sarà un doppio turno, non ci sarà un ballottaggio. Ormai le intenzioni di voto sono polarizzate e ritengo che il 40% verrà superato. Gli elettori di sinistra hanno in mano il destino della Regione. E non ci sono alternative: o Giani o Salvini».

Ma perché un elettore di sinistra, contrario alla nuova pista dell’aeroporto, agli inceneritori e magari per il no al referendum dovrebbe fare il voto utile? «Io chiedo un voto con la testa e non con la pancia. Giani rappresenta la politica seria e non improvvisata e inoltre in Toscana ci sono in gioco valori fondanti della sinistra: Europa, ambiente, sanità pubblica, solidarietà, antifascismo. Parlare di voto utile sarebbe offensivo perla sinistra alternativa, qui ci sono in gioco i valori. Profondi e di popolo. E i valori valgono più di un distinguo».

Sta invocando il voto disgiunto a sinistra? Non è d’accordo con Renzi che dice che si vince tra i moderati? «Io chiedo di votare Giani per non regalare la Toscana a Salvini. Credo che la battaglia si giochi a tutto campo ma è a sinistra che possono crescere i voti contrari. E per questo agli elettori di Toscana a Sinistra lo dico in maniera chiara: è possibile anche il voto disgiunto. Che non è né immorale e non è meno degno degli altri voti. La vittoria di Salvini sarebbe una sconfitta bruciante anche per la sinistra alternativa. Al contrario la vittoria di Giani sarebbe la sconfitta politica nazionale di Salvini che in Toscana ha la sua vera candidata, visto che Zaia è leader autonomo. Il voto toscano pub essere la spallata finale al salvinismo».

Come giudica la campagna del centrosinistra? Non siete stati deboli su economia e sanità? «Dopo un’iniziale sottovalutazione che io ho notato il Pd ha rimesso al centro temi cruciali come sanità pubblica e lavoro. Ai toscani chiedo: ricordatevi cosa ha fatto il governo di centrosinistra per l’emergenza sanitaria e cosa è successo nella Lombardia leghista».

Lei dice: chi vince a Firenze vince la Toscana. Non rischia di essere un boomerang per Giani? «Ceccardi ha fatto un errore clamoroso considerando Firenze ininfluente nel suo progetto di governo della Toscana. Lei dice “meno Firenze più Toscana”, io dico “Più Firenze e più Toscana”, Fiorentini e toscani sono più legati che mai. La Lega riaccende pericolose rivalità medievali quando noi lavoriamo per tenere unite regione e capoluogo. Ne è una dimostrazione lo sforzo sull’alta velocità con la Foster, che libererà i binari di superficie per il trasporto pendolare regionale. La Lega con Bocci parlò di un campo da cricket alla Foster».

Renzi dice: i riformisti votano Italia Viva non Pd. Sfida divisive? «In ogni campagna le liste fanno il proprio gioco puntando ad allargare il campo. Ciò che conta è che Giani rappresenti l’unità».

Dopo il voto il Pd deve fare un congresso e cambiare? «Ora pensiamo a vincere, il giorno dopo analizzeremo. Dobbiamo guardare più a quel Pd che ha vinto nelle città l’anno scorso di quello che ha arrancato alle Europee. Per questo Giani fa bene a valorizzare il supporto dei sindaci Pd toscani: noi saremo per lui quello che le Sardine sono state per Bonaccini».

Nel Pd l’accusano di un tifo eccessivo per Giachi e Vannucci… «Andrea e Cristina sono con me in giunta e io non sono certo un sindaco tecnico e apartitico. Faccio parte di uno schieramento e in tutta Italia i sindaci del Pd appoggiano anche candidati al Consiglio regionale».

da Repubblica Firenze del 15/09/2020

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