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Stamani la commemorazione di Maria Penna Caraviello e Mary Cox , morte per la Resistenza

“Intitoleremo questo tratto di strada a Rocco Caraviello, partigiano ucciso nel giugno 1944 e marito di Maria Penna al cui ricordo, insieme al Mary Cox, è dedicato questo monumento”. È il sindaco Dario Nardella a fare l’annuncio oggi nel corso della commemorazione per le due donne, rimaste uccise durante la lotta per la Resistenza. Maria Penna Caraviello e Mary Cox presso il monumento che ricorda il loro sacrificio in via di Capornia a Serpiolle. Alla cerimonia hanno partecipato tra gli altri il presidente del Quartiere 5 Cristiano Balli e l’assessore Federico Gianassi. Presenti anche i figli e i nipoti di Maria Penna Caraviello.

 

“Oggi ricordiamo due donne che hanno dato la vita per liberare Firenze – ha dichiarato il sindaco Nardella –. Siamo qui con i familiari di Maria Penna Caraviello e con gli abitanti di Serpiolle per non dimenticare, per ricordare che la libertà si conquista ogni giorno e non una volta per sempre con la cultura, la testimonianza e la memoria. E con il rifiuto della violenza e dell’intollerenza”.

 

Maria Penna Caraviello e Mary Cox furono fatte prigioniere dalla polizia repubblichina ed uccise all’alba del 21 giugno 1944 nella Val Terzollina, in via Capornia, sopra Careggi. Mary Cox era una professoressa di inglese che ospitava nella propria abitazione in via dei Tavolini, le riunioni dei partigiani. La sera del 19 giugno 1944, durante un incontro nel quale i partigiani progettavano la liberazione di alcuni loro compagni prigionieri all’Ospedale Militare, Mary Cox fu arrestata insieme ad altre persone, tra cui anche Rocco Caraviello, esponente dei gruppi di Azione Patriottica che fu subito ucciso nel Chiasso del Buco, vicino a piazza della Signoria. Mary Cox, fu picchiata insieme ad altri tre partigiani e tutti furono condotti all’Hotel Savoia in attesa di essere trasferiti a “Villa Triste” la sede delle SS in via Bolognese. La mattina successiva i soldati irruppero nell’abitazione della famiglia Caraviello, lanciarono contro i quattro figli bombe a mano non innescate per spaventarli e portarono via Maria Penna Caraviello, la loro madre e moglie del partigiano Rocco, accusata di essere una staffetta partigiana. Fu condotta a “Villa Triste” per essere interrogata insieme a Bartolomeo Caraviello, cugino di Rocco. Tutti furono torturati e fucilati la mattina del 21 giugno 1944 in via Capornia, dove ora sorge un monumento che li ricorda: la testa del Pegaso in bronzo, simbolo della libertà.

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