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Sicurezza, a Firenze un ‘cervellone’ per monitorare i ponti

Tredici ponti o passerelle sul fiume Arno, 10 ponti sul torrente Ema e altrettanti sulla Greve e sul Terzolle, 22 ponti sul Mugnone, sette sul Mensola e uno sul torrente Affrico, e anche 9 cavalcaferrovia e 4 cavalcavia. Per tutte queste opere d’arte stradali (sono 198 in tutto, compresi anche i passaggi sui fossi e canali) è attivo un ‘cervellone’, ovvero un software di gestione chiamato ‘Bridge’ che permette di tenere sotto costante osservazione questi manufatti e programmare interventi laddove necessario. Inoltre da quest’anno l’amministrazione ha deciso di investire maggiori risorse nella manutenzione straordinaria, e a breve partirà il Global service per la gestione unitaria delle strade e quindi anche dei ponti.

 

“A Firenze – dichiara il sindaco Dario Nardella – i ponti sono costantemente controllati: siamo consci dell’importanza della sicurezza delle opere pubbliche e l’amministrazione non lavora in emergenza ma da sempre segue un piano di manutenzione e sorveglianza predefinito che ci fa intervenire dove necessario. A settembre partirà il Global service, che oltre alle strade si occuperà anche dalla manutenzione ordinaria e straordinaria dei ponti con un appalto che vale poco meno di 37 milioni di euro per tre anni. Inoltre da quest’anno per interventi di straordinaria manutenzione sia su pavimentazioni stradali che ponti è previsto un importo aggiuntivo di 3 milioni di euro da decidere sulla base delle esigenze. Il budget annuale nell’ultimo quinquennio per interventi di manutenzione straordinaria di piccola entità è stato di 500.000 euro. In totale dal 2018 investiamo il 30% in più di risorse. Inoltre per poter proseguire sistematicamente nelle attività di valutazione dello stato dei ponti abbiamo provveduto alla formazione del personale interno, mediante la partecipazione a corsi specialistici che hanno permesso a due dipendenti ingegneri di acquisire la qualifica di Ispettore di Ponti (uno di Secondo Livello ed uno di Primo Livello)”.

 

La gara del Global service è stata vinta da un raggruppamento temporaneo di imprese costituito da AVR spa come capogruppo e da Sodi Strade srl, Smart Engeenering srl e Hydea srl, che per tre anni (rinnovabile di ulteriori tre anni) sarà quindi responsabile delle attività di pianificazione, programmazione, progettazione, organizzazione, direzione ed esecuzione delle attività. Il tutto sotto la supervisione e il controllo dell’Amministrazione tramite una task force tecnica dedicata. Per quanto riguarda il software ‘Bridge’, implementato dalla società 4Emme Service di Bolzano, è stato sviluppato dal Comune di Firenze in collaborazione con il CIAS (Centro Internazionale di Aggiornamento Sperimentale-Scientifico) a partire dal 2011, quando il Servizio Viabilità della Direzione Nuove Infrastrutture e Mobilità ha rilevato la necessità, per garantire una migliore gestione del patrimonio dei ponti sulla viabilità comunale, di mettere in atto un servizio di censimento, ispezione, monitoraggio e controllo. Bridge è una sorta di anagrafe dei ponti: è basato su una serie di ispezioni visive necessarie per compilare le schede di valutazione della condizione generale di degrado dell’opera. All’interno del programma sono disponibili e catalogati tutti i dati relativi alle opere della rete derivanti da documentazione o rilevati dalle ispezioni (profilo stradale, dati storici, fotografie, ecc.). In Bridge sono disponibili tutte le informazioni relative alla valutazione numerica della condizione dei vari ponti, oltre alle informazioni relative a passati interventi di manutenzione/ripristino della struttura. Nel programma è inoltre possibile inserire dati relativi alle indagini dinamiche eventualmente effettuate sul ponte. Per la gestione dei ponti stradali e delle altre opere di arte (viadotti, sottopassi, sovrappassi) è previsto un processo a cascata costituito dalle operazioni di: sorveglianza permanente, vigilanza, ispezione, manutenzione ordinaria e straordinaria, e interventi statici di restauro, adeguamento, ristrutturazione.

 

La sorveglianza permanente è l’attività di normale controllo del piano viabile; la vigilanza è l’attività eseguita ogni 3 mesi o successivamente ad un evento eccezionale, su tutte le opere censite e su tutti gli elementi visibili delle opere; l’ispezione semplice è l’attività di controllo eseguita ogni 2 anni su tutti i ponti di luce (distanza tra due appoggi) maggiore di 2,40 metri, mentre l’ispezione complessa è l’attività di controllo eseguita da tecnici formati in modo da elaborare dati oggettivamente confrontabili per le diverse opere ed al trascorrere del tempo, su tutti i ponti di luce maggiore di 6 metri. Per fare alcuni esempi, per luci fino a 10 metri è prevista un’ispezione complessa ogni 10 anni, per luci fino a 20 metri ogni 6 anni, per luci maggiori di 20 m un’ispezione complessa ogni 3 anni. Il personale incaricato delle visite deve individuare ogni eventuale segno di degrado dell’opera, da fessurazioni a rigonfiamenti, da distacchi di materiale a deformazioni a corrosioni, scalzamento delle fondazioni. E proprio un problema alle fondazioni è quello di cui ‘soffre’ Ponte Vespucci. Progettato dall’ingegner Riccardo Morandi, è sotto costante osservazione da tempo e sarà oggetto dal mese di settembre di interventi per il consolidamento delle fondazioni. Nel 2016, grazie a un’indagine condotta dall’anno precedente con l’Università di Firenze, dipartimento di ingegneria civile e ambientale, è emersa una erosione dell’alveo del fiume in corrispondenza della pila in sinistra idraulica (lato piazza Cestello) con scalzamento dei pali di fondazione del Ponte. Sono state effettuate prove di carico per la valutazione della sicurezza del ponte, e lo stesso è stato quindi dotato di un certificato di idoneità statica con limiti alla transitabilità. Oggi è prevista una limitazione di transito per i mezzi di carico a 20 tonnellate. I lavori sono stati assegnati a luglio, costeranno un milione e 450 mila euro e l’avvio è previsto a settembre in due periodi: il primo da settembre a novembre, e il secondo da marzo 2019.

 

Si prevede di intervenire per il risanamento delle fondazioni e il ripristino dell’alveo portando mezzi e materiali dalla rampa che dal Torrino di Santa Rosa scende in Arno. Se le lavorazioni potranno essere eseguite “dal fiume” come oggi progettato non si prevedono particolari limitazioni al traffico sul ponte ad eccezione di piccole fasi di lavoro. Una delle probabili cause dello scalzamento della pila potrebbe essere correlata alla presenza della Pescaia di Santa Rosa che è posta in diagonale all’asse del fiume e che ha causato una deviazione della corrente. Dopo la Pescaia, infatti, la corrente del fiume per un tratto non segue l’asse del fiume e colpisce la platea di fondazione in diagonale e non in asse alla pila del ponte. Per quanto riguarda l’altro ponte fiorentino progettato da Morandi, il ponte di San Niccolò, è prevista la realizzazione dei giunti di dilatazione che permetteranno fra l’altro l’eliminazione delle fessurazioni visibili sulla carreggiata stradale in corrispondenza degli appoggi. Fra gli interventi più significativi eseguiti negli ultimi anni si ricordano: la completa ristrutturazione del ponte di Via San Martino a Mensola sul torrente Mensola; la ricostruzione della passerella pedonale sul torrente Mensola; il rifacimento della passerella delle Cascine; il rifacimento dei giunti del viadotto dell’Indiano (ancora in corso) e la sostituzione dei dispositivi di appoggio della rampa dello stesso viadotto lato Via Pistoiese, oltre al ripristino della guaina di protezione di alcuni stralli e il rivestimento protettivo delle testate di ancoraggio degli stessi sia lato Cascine che lato Isolotto. Sempre a proposito dell’Indiano, fra il 2000 ed il 2003 è stata effettuata una serie di rilevanti interventi di manutenzione straordinaria al termine della quale, nel 2004, sono state effettuate delle prove dinamiche di verifica del comportamento della struttura ed in particolare dello stato di funzionalità degli stralli. Una parte di queste prove sono state ripetute nel 2013, per verificare eventuali modifiche di comportamento degli stralli rispetto alle prove precedenti, ed hanno avuto esito positivo Inoltre, sempre nel 2013 sono state eseguite le verifiche sulle testate di ancoraggio degli stralli.

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