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Riparto dall’Arno vivibile e dalla fondazione Firenze nel mondo. La mia intervista al Corriere Fiorentino

Cantieri e trasparenza

La maggiore trasparenza sui lavori e i cantieri, il punto 18, «è un’idea da sposare in tutto e per tutto: faremo un registro dei cantieri esposto pubblicamente, non solo a Palazzo Vecchio e nelle sedi di quartiere, ma anche online, da aggiornare giorno per giorno». Con due obiettivi: non solo di comunicazione ma anche di «controllo dei cittadini sul lavoro del Comune e delle società partecipate. Nel registro ci sarà, ovviamente, anche la data prevista per la fine dei cantieri». Un controllo necessario perché, sostiene il sindaco «alcune partecipate, come Toscana Energia, hanno lavorato bene: ha cambiato 103 km di tubi del gas, in tre anni, senza grossi problemi. Publiacqua invece ha lavorato male, deve cambiare musica». Soprattutto, sottolinea Nardella, per le opere di «emergenza», i cui cantieri aprono senza dover passare dalla richiesta di ordinanza del Comune: «Devono smettere di approfittarsene, bypassando la procedura ordinaria chiedendo cantieri “di emergenza”. Vuoi un cantiere in emergenza? Lavori tutto il giorno e la notte, anche se costa di più. Dal crollo di lungarno Torrigiani in poi, con Publiacqua è stata battaglia continua: i ritardi per il nuovo mercato alle Cure dipendono da loro». E di fronte al disastro dello stop&go dei cantieri in via dei Serragli, Nardella annuncia che risponderà alla richiesta dei commercianti, che vogliono un incontro: «Sarò da loro sabato 13 aprile, a breve in giunta arriva la delibera che per quella zona ed altre dove i cantieri hanno pesato molto con disagi ai commercianti, come piazza della Repubblica, ci sarà il taglio della Tari».

Scudo verde e ambiente

L’ambiente, il risparmio energetico, la lotta all’inquinamento, saranno il «leit motiv della mia campagna elettorale. Rispetto a 5 anni fa, il tema ambiente avrà spazi molto maggiori» assicura il sindaco. Centrale è lo «Scudo verde», cioè 160 varchi telematici per lasciare fuori dalla città auto, bus e mezzi pesanti inquinanti. Un sistema che non toccherà i residenti, anche se Nardella (questa volta in veste di sindaco della Città metropolitana) pensa a «intese con i sindaci vicini, nel senso della “Grande Firenze”». Lo Scudo verde, sul modello «delle grandi città europee, come Londra ma anche Milano», sarà «un mix tra divieti e ticket, una sorta di “rubinetto” e con i bus turistici mandati ai parcheggi scambiatori» ma anche la possibilità, in caso di “codice rosso” sullo smog, «di bloccare tutto il traffico». E Nardella risponde anche al punto 3, sul sistema delle centraline da aggiornare: «Certo, e non solo: oggi la centralina su cui si valutano i livelli di sforamento del Pm10 è quella di Signa, un incubo. Invece ne occorrono di più e va rivisto anche il sistema degli “sforamenti” che porta ai blocchi del traffico». Tutti quei dati saranno disponibili su una «dashboard», una sorta di cruscotto digitale «che già ora stiamo sviluppando con l’università: dal polline allo smog, dai posti liberi nei parcheggi ai tempi di attesa nei Pronto soccorso, il cittadino potrà accedere a tutti questi dati da un’unica “interfaccia”». Ultimo punto, per abbattere lo smog in centro, il carico-scarico: «Riproporremo i divieti sui mezzi non elettrici: ce li ha bloccati il Tar, ci contestava la poca disponibilità di questo tipo di mezzi e un’infrastruttura di ricarica non adeguata. Ora il sistema di ricarica c’è, ci investiremo ulteriormente. Porteremo i grandi mezzi merci alla nuova Mercafir e da lì partiranno per il centro solo piccoli veicoli elettrici».

Un progetto del passato per l’Arno del futuro

Sulla rivitalizzazione e vivibilità delle sponde dell’Arno (punto 5) Nardella assicura: «Condivido la vostra sollecitazione». E tira fuori dai cassetti un «sogno» mai realizzato: il progetto dell’architetto Richard Rogers per avere un Arno vivibile, percorribile a piedi ed in bici, dall’Indiano a Varlungo. «L’obiettivo finale è renderlo balneabile e navigabile, ma per questo ci vuole tempo». Nardella parte dalla situazione di oggi: «Il livello della pulizia delle rive è migliorato, i fiorentini pagano una tassa in più ma hanno un riscontro con un servizio: il Consorzio di Bonifica ha fatto un lavoro adeguato. Anche sulla messa in sicurezza abbiamo fatto grandi passi in avanti: in 5 anni è stato realizzato quanto si aspettava da 50 anni, dalle casse di espansione di Figline a quelle a Ponte a Mensola, fino al reticolo idraulico minore». Ma i fiorentini non vivono l’Arno: «Oltre al lavoro con l’Estate fiorentina, che si sta sviluppando lungo il fiume, abbiamo ripescato il progetto di Rogers, “Arno parco lineare” del 1983. Lo abbiamo contattato per chiedergli un upgrade, un adeguamento, per capire che elementi di aggiornamento si possono fare». Il progetto prevedeva «scalinate per raggiungere due passeggiate pedonali, sulle due rive, sull’Arno, con un’unica interruzione a Ponte Vecchio. Ancora: passerelle rimovibili sulle pescaie San Niccolò e Santa Rosa. Le aree verdi su Lungarno Pecori Giraldi dovevano recuperare il disegno del Poggi: toglieremo il parcheggio dei bus turistici». Ancora: chioschi sul greto, anche questi rimovibili, accessi al vecchio acquedotto, anche all’Anconella. Infine, riaprire il tunnel sotto l’Arno, sempre a San Niccolò. È un obiettivo costosissimo: ci sono le risorse? «Chiederemo fondi all’Europa, alla Banca Europea per gli investimenti, con il programma Agenda urbana 2020-2027. Gli stessi fondi che utilizzeremo per realizzare il Museo dell’acqua e il parco del cambiamento climatico che nascerà tra il Poderaccio e l’ex Gover, con una passerella sull’Arno».

Un trasporto su gomma diverso

«Ho chiesto all’assessore Stefano Giorgetti di rivedere completamente le linee Ataf in centro: anche io mi perdo, sulla linea C2…», ammette il sindaco. Ma non è l’unica rivoluzione che vuole mettere in campo nel trasporto pubblico su gomma: altre rispondono ai punti 11 e 12. «I mezzi devono essere tutti “green”, e ho intenzione di far nascere un bussino circolare che colleghi San Marco con piazza Unità d’Italia: stiamo studiando un percorso San Marco-Cavour-San Lorenzo-Unità d’Italia. E, al ritorno, Unità d’Italia-Cerretani-via Ginori-Cavour-San Marco. Frequenza: 4 minuti e 20 secondi, come la tramvia». Non sarebbe meglio usare questa navetta passando dal Duomo, con mezzi elettrici, per riportare i fiorentini verso quell’area, ora affollata solo di turisti? «Difficile, anche per la presenza di così tante persone: ma la navetta sarà comunque a due passi dal Duomo». Poi, tema legato al servizio notturno, «basta con i bus “Nottetempo”, non hanno funzionato. Investiremo per avere tutta la notte alcune linee Ataf “forti”: tra queste, 17, 14, 1, 23. Perché il grande tema è estendere il servizio delle linee Ataf agli orari della tramvia».

La cura del ferro

«Apprezzo l’onestà intellettuale del mio avversario Ubaldo Bocci, che dice che della stazione Foster vuole fare un campo di cricket: io no». Il sindaco vuole che i lavori della Tav fiorentina siano completati: «Ora c’è un treno Alta velocità ogni sette minuti che passa da Firenze: un imbuto, soprattutto per i treni pendolari. Il tunnel serve a liberare i binari di superficie e realizzare un “metrotreno”, con le stazioni già esistenti (Castello, Rifredi, Statuto, Rovezzano, Cascine) ed alcune nuove (come San Salvi), con treni agili da 400 posti e frequenze alte da Pistoia al Valdarno aretino ma anche sulla Faentina, che ora ha orari e frequenze da vergogna». Ma per farla, appunto, occorre ripartire coi lavori del nodo fiorentino Tav: «Con tutto il rispetto per la mia avversaria della sinistra radicale Antonella Bundu, che propone di quadruplicare i binari di superficie, ricordo che non c’è spazio fisico per farlo. Rfi (società di Ferrovie ndr) mi ha fatto sapere che c’è una proposta sul tavolo del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli che consente di far ripartire i cantieri e prevede anche la soluzione della crisi di Condotte. Abbiamo verificato che ci sono le risorse economiche e questo governo ha detto che vuole sbloccare i cantieri. Le vicende giudiziarie che hanno fermato i cantieri sono finite. Ci sono tutte le condizioni per ripartire». Ad onor del vero, però, a dire che tunnel e Foster fossero «inspiegabili» l’ha detto lei, nel 2016, ed a rimettere in discussione il progetto è stato il governo Renzi: «Rivendico, in un momento in cui tutto era fermo, di aver fatto ripartire un confronto con Ferrovie che ha portato ad un progetto diverso: lo ricordo anche al M5S, la “project review” è già stata fatta. E, secondo me, la città vuole la Foster: una stazione Alta velocità a Campo di Marte sarebbe sbilanciata, la città metropolitana guarda a nord ovest». Cura del ferro già partita con la tramvia: è possibile più servizio di notte (punto 11)? «So che, per avere una manutenzione accurata, la tramvia si deve comunque star ferma alcune ore. Cercherò di allungare gli orari di utilizzo anche nei giorni feriali» dice Nardella. Resta il nodo della linea da costruire verso Bagno a Ripoli. Non è il caso, come proposto al punto 12, di rivedere il progetto e magari pensare a tratti interrati? «Interrare la tramvia è difficile e costoso. Invece è possibile portare le auto sottoterra, in alcuni tratti dei viali, lungo il percorso della linea verso Bagno a Ripoli, consentendo pedonalizzazioni: stiamo studiando soluzioni del genere in piazza Libertà e piazza Beccaria. Abbiamo comunque già accolto molte delle sollecitazioni arrivate anche tramite il vostro giornale (sempre punto 12) per rendere meno impattante il progetto: stiamo studiando con il sovrintendente Andrea Pessina percorsi e alternative che non tocchino le alberature di viale Matteotti, il nuovo ponte sarà meno impattante e avrà meno effetti su quello già presente di Verrazzano. Poi, ma senza allarmismi, chiederemo ai condomini di un palazzo in viale Giannotti che complica il percorso, se ritengono di poter trovare, con incentivi, soluzioni abitative alternative. Vedremo che ci dicono. Inoltre — aggiunge il sindaco — lungo il tragitto di questa linea verso sud-est, ricaveremo 1.000 posti auto nuovi: 600 in un parcheggio scambiatore a Bagno a Ripoli, altri vicino al parcheggio scambiatore di viale Europa. E fino a 400 posti sul lungarno Colombo, usando alcune zone ora in uso all’Estate fiorentina, altre abbandonate. Soluzioni simili ci saranno anche in alcuni terreni non utilizzati vicini al parco dell’Anconella».

Fondazione internazionale

«Ho già il nome, l’assenso di alcuni grandi mecenati italiani ed internazionali». Nardella sta lavorando da tempo alla creazione della Florence Foundation. «Sullo stile di esperienze estere: per esempio, e ne ho parlato con il sindaco di quella città, di Gerusalemme». Il sindaco assicura che «ci sono tanti americani già disponibili, ma non solo: d’altra parte, Nomisma ha ricordato che siamo la seconda città per capacità di attrarre investimenti. Ci sono grandi magnati americani ma anche russi, indiani, che amano la città, pronti ad investire e donare. Il sindaco sarà il garante della fondazione, il presidente sarà a turno uno di loro». Ogni anno, spiega Nardella «verrà lanciato un progetto da 10 milioni di euro e si raccoglieranno i fondi, non solo in Italia, ma con analoghe fondazione in Usa, Russia, Cina» Tra i nomi a cui pensa il sindaco c’è già Korm Keller, ormai ex presidente della Morgan Stanley, «che abita qui nel Chianti» e che peraltro ha già finanziato alcuni progetti di restauro in città, a partire da Santa Croce. Non solo: l’imprenditore indiano Analjit Singh, che sta convertendo l’ex convento della Querce in hotel a 5 stelle superior, «mi ha già contattato dandomi la sua disponibilità».

Sicurezza, movida, Ztl

«Sono stato io a pretendere che ci siano più vigili in città, su strada. Ed andremo avanti con i vigili di quartiere». Ma il sindaco ammette i rilievi sollevati dai punti 6, 7 e 8 sulla scarsa visibilità della polizia municipale in città. «Ora arrivano i primi 100 nuovi agenti dell’ultimo concorso. Conto di avere ulteriori 200 agenti nei prossimi 5 anni per realizzare il progetto dell’”agente ogni 10 minuti”: a piedi. Cioè una presenza fisica di pattuglie in tutta la città. C’è chi dice metà dei vigili sono in ufficio: sugli 854 presenti (quando entreranno tutti e 100 dell’ultimo concorso) in ufficio ce ne sono 120, per esigenze evidenti, dalle notifiche agli atti fino alla centrale radio, oltre a quelli che non sono in strada per motivi di salute». Sul problema della scarsa «reattività» del numero telefonico della centrale operativa, e sulla possibilità di avere un numero unico verde, Nardella assicura che «potenzieremo il centralino, investendo anche nel numero verde 055055». Inoltre, «in ogni quartiere creeremo i “comitati di sicurezza” a cui parteciperanno le associazioni di controllo di vicinato, che promuoveremo di più, le associazioni dei commercianti, responsabili Alia, Silfi, il capo della polizia municipale di quartiere». Sulla movida, il sindaco si dice sicuro «che la situazione è migliore di qualche anno fa, basti pensare a cosa fosse via de’ Benci allora ed oggi. Ma concordo sulla proposta di insonorizzazione obbligatoria (punto 8), o comunque migliore dove già presente, per i locali del centro». Ed a breve «avremo un’ordinanza per multare i turisti che comprano merce contraffatta, 100 euro». E sulla Ztl? «È una follia, come sento dire da alcuni miei avversari politici, dire di cancellare la Ztl: non tocco nè la Ztl diurna nè quella estiva. Poi, siamo al lavoro da tempo con residenti e commercianti per alcune verifiche e modifiche. Ma per migliorarla, non per cancellare quello che si è conquistato».

Cene e politica

Una sola battuta sulla cena elettorale a cui il suo attuale avversario, Ubaldo Bocci, invitò Nardella nel 2014 (rivelata ieri da Repubblica): «Fu un confronto interessante sul programma elettorale. Bocci ha tutto il diritto di cambiare idea». Preoccupato della capacità della Lega di sfondare nelle periferie? Succederà anche a Firenze? «Non sottovalutiamo nessuno, men che meno l’irruenza aggressiva della Lega: ma sulle periferie a Firenze, abbiamo argomenti e carte da giocare. Lo dico senza arroganza: io ho fatto il sindaco, sono stato presente anche in periferia. E tutti mi dicono: in vent’anni, non abbiamo mai visto un sindaco che sta sempre sul pezzo come te». Ultimo messaggio, alla sinistra: «Spero che in questo mese e mezzo la sinistra radicale abbia chiaro che gli avversari stanno dall’altro lato. Non mi presterò mai a scontri furibondi con chi condivide i miei stessi valori».

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