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Rinascimento contemporaneo per l’arte dell’ospitalità a Firenze

Turismo di città. Dai caffè ai ristoranti, passando per i nuovi hotel a cinque stelle, il centro storico arricchito di proposte che sfruttano il fascino di locali e palazzi storici rivisti in chiave innovativa.

C’è qualche glomo ancora (fino al 27 febbraio) per infilarsi dentro al Museo del Novecento e ripercorrere il nutrito corpus di opere e ritratti monumentali di Jenny Saville, l’ex ragazza terribile della Young British Art Come avviene pacificamente in Europa (ma meno in Italia), in questo spazio fiorentino dedicato all’arte del XX e XXI secolo ci sta pure un’ottima caffetteria, sotto i portici del Loggiato delle Leopoldine, dove assaggiare la pasticceria crudista e innovativa di Vito Cortese. Santa Maria Novella è oggi il cuore del distretto più vivace di una città consegnata alla storia come culla del Rinascimento. E proprio per questo troppo a lungo impermeabile alla contemporaneità. La piazza che ospita la facciata della basilica opera di Leon Battista Alberti è cosìbellache serve la prospettiva giusta e sedute comode per ammirarla. Come quelle del dehors del The Place, nuovo (nel senso di ringiovanito) punto di riferimento per chi cerca un hotel cinque stelle con le sembianze di una casa discreta e raffinata, dominata dai toni verdi, con sole 20 camere. Il restyling è stato curato dallo Studio Lorenzo Fragol aArchitetti, che ha enfatizzato il dialogo tra il dentro e il fuori e ha ricavato una serie di salette e studioli dove ognuno può trovare il suo angolo felice della lettura. La cucina non può che essere buona (e lo è per davvero: perfetto lo spaghetto al pomodoro, basilico e pecorino toscano) con uno chef che si chiama Asso Migliore. Se però cercate un diverso tone of voice- ironico, provocatorio, sexy- dovete girare l’angolo, proprio alle spalle del Museo del Novecento, e scoprire quello che non ti aspetti di trovare a Piazza San Paolino, e tantomeno in quello che un tempo era il Monte de’ Pegni: il primo hotel in Italia della catena 25hours, ispirato alla Divina Commedia in una chiave decisamente cosmopolita e giocosa. Scegliete se trascorrere una notte alllnfemo o al Paradiso: sono queste le due categorie in cui sono divise le 171 camere, che la designer Paola Navone ha interpretato secondo il suo inconfondibile stile “disruptive”. Ci dilungheremmo troppo a elencare i tanti contenuti originali all’interno di questa imponente struttura: i nostri preferiti sono il Cinema Paradiso, rifugio per nostalgici cinefili, la bottega Alimentari, sorta di girone dei golosi con i prodotti di S.Fomo, una ricca selezione di specialità regionali, e il Companion Bar, con la sua atmosfera mitteleuropea La ristorazione d’albergo nonè mai stata così dinamica e inedita Ci sono due altri luoghi splendidi restituitiallacittà Dimora Palanca, edificio ottocentesco costruito a via della Scala proprio negli anni in cui Firenze fu Capitale del Regno d’Italia, è oggi un cinque stelle con 18 camere, votato all’arte e al bello, in una felice commistione trai segni del passato e il design contemporaneo, secondo lavisione dell’architetto Stefano Viviani. La cucina del suo ristorante Mimesi è affidata al giovane e bravo Giovanni Cerroni (nel curriculum anche una tappa basca al Mugaritz) che propone tre percorsi da 5, 7 e 9 portate (Super lo, Io ed Es) con le stagioni e il mondo vegetale in evidenza. Ecco, tra piatti, il Cappelletto al topinambur, carciofi e limone nero. Tra qualche settimana daremo il bentornato a un personaggio che non ha bisogno di nessuna presentazione: Vito Mollica Lo chef, pertantianni mattatore al Four Seasons, siè lanciato nella sfida di trasformare Palazzo Portinari Salviati – altro straordinario pezzo di storia di Firenze: in questa casa nacque la Beatrice di Dante – nei nuovo salotto buono della città. Il progetto di ospitalità (che dispone di lussuosi appartamenti e suite), in partnership tra LDC Hotelse Resorts e Mine e Yours Group, prevede due formule gastronomiche: lall day Salotto Portinari Bar e Bistrot, nella fascinosa Corte Cosimo I, e il gourmet Nonna Chic (aperto anche a Dubai), dove Mollica proporrà la sua consueta idea di fine dining, comfort ma elegante, con tanto di servizio al guéridon. Questo Rinascimento contemporaneo riguarda anche il mondo dei bar. All’interno di un monastero trecentesco a via Carducci, la scorsa estate ha inaugurato il terzo “episodio” di Ditta Artigianale, il format di Francesco Sanapo dedicato al mondo degli specialty coffee. Potete scegliere l’estrazione che preferite (espresso, V6o, aeropress, cold brew) e una delle tante e ottime proposte dolci e salate del giorno. Lo spazio ospita anche un’innovativa Scuola del Caffè, per diffondere un’autentica cultura sul tema Anche la Ménagère siè rifatta il trucco: lo storico locale – che apri nel 1896 come negozio di ricercati casalinghie arredi, meta delle famiglie borghesi per le liste di nozze – si era evoluto fino a diventare, nel 2015, quel “luogo dei luoghi” che comprendeva ristorante, cocktail bar, negozio di fiori e di oggetti di design. Ora riapre, dopo un profondo restyling dei 1.500 metri quadrati, con molte novità come l’area private dining, con tanto di chef s table in cucina, e il Gentlemen’s Club, spazio da conversazione e meditazione con un’importante selezione di distillati, sala biliardo e cigar room. Nel Curioso Shopping potete acquistare composizioni floreali, libri d’arte, fragranze e tessili perla tavola, prima di ordinare un Carribean Colony ai tavolini dell’area Bar e Cocktails. A proposito di mixology: proprio domani inaugura Giardino 25, cocktail bar targato Gucci in piazza della Signoria, accanto al Gucci Garden e Gucci Osteria da Massimo Bottura, l’insegna stellata che grazie alla raffinata e coloratissima cucina di viaggio di Karime Lopez è diventata in pochi anni una delle migliori tavole cittadine. Dietro al bancone del Giardino c’è un’altra donna di talento, Martina Bond, abile tanto sui grandi classici quanto sui signature, se preferite analcolici come il 1921, drink omaggio all’anno di fondazione della maison. Lo spazio – a metà tra la tradizionale bottega toscana e il bistrot francese – è aperto dalle 8 a11’1 di notte. Potete venire a fare colazione, un pranzo leggero o un cocktail dopo cena, magari per festeggiare (se vi sembra il caso) San Valentino. *** J Sapienti sapori. In alto, il Riccio del Bosco (Montblanc, pera e cassis), uno dei dessert di Karime Lopez di Gucci Osteria da Massimo Bottura; sotto, il cocktail analcolico 1921 firmato da Martina Bonci al Giardino 25 a Piazza della Signoria. che inaugura domani La culla degli chef. La Corte Cosimo I di Palazzo Portinari Salviati con il Salotto Portinari Bar eBistrot curato da Vito Mollica; a sinistrala sala del ristorante Mimesi di Dimora Palanca, affidato allo chef Giovanni Cerroni Aperttivo ton vista. A sinistra, al centro, The Terrace, il dehors di The Place a Piazza Santa Maria Novella; qui a fianco l’Area Bar e Cocktails de La Ménagère Fascism st laeo. Al centro, il locale dl Ditta Artigianale a via Carducci; qui a fianco una suite Inferno del 25hours Hotel Piazza San Paolino, disegnato da Paola Navone

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