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«Resti da Napoli a Firenze? Ne parlerò con Manfredi ora gemelliamo le due città» – la mia intervista a “Il Mattino”

Il Sindaco: «Un’unica card per incentivare i turisti a visitare le bellezze dei nostri musei»

«Dateci le spoglie di Virgilio, il cicerone del nostro Dante, e noi vi restituiremo don Pedro». Esordisce così, con un sorriso e una battuta, il sindaco di Firenze Dario Nardella. L’intervista prosegue però con la proposta, lucida e concreta, di un «gemellaggio culturale» tra Napoli e il capoluogo toscano. Un’operazione che sarebbe portata avanti nel segno dei Toledo, e in particolare di Eleonora, la figlia del viceré più importante della storia napoletana. Scorre il sangue dei Toledo, infatti, nella principale famiglia del Rinascimento fiorentino. Eleonora, figlia di don Pedro, fu la sposa di Cosimo I de’ Medici, e dalla loro unione nacque la seconda ondata della dinastia medicea. «Quest’anno ricorreranno i 500 anni dalla nascita di Eleonora – aggiunge Nardella – e questa occorrenza andrebbe strutturata con un Comitato Nazionale per le celebrazioni, di cui Firenze e Napoli dovrebbero essere i due capoluoghi».

Iniziamo però da don Pedro. Dopo l’appello di Manfredi, lei sarebbe favorevole a un ritorno delle sue spoglie a Napoli, qualora si risolvesse il pasticcio dell’identità con Giotto, e qualora le ricerche storiche e le eventuali indagini sul Dna andassero a buon fine? «La battuta che le ho fatto prima su Virgilio l’ho già fatta all’amico Manfredi. Al netto delle battute, però, non si tratta di un’operazione facile dal punto di vista legislativo. Parlerò con Gaetano della questione delle spoglie del viceré, visto che la prossima settimana ci vedremo a Firenze, in occasione di un incontro dei sindaci con il Papa. Però, chiaramente, la questione della restituzione dei resti non dipende dal solo Comune di Firenze. Perciò non posso prendere impegni a riguardo. Però questa vicenda delle spoglie del viceré potrebbe costituire un importante spunto per una collaborazione tra Palazzo Vecchio e Palazzo San Giacomo».

Cioè? «L’idea che ho in mente è quella di organizzare con Napoli le celebrazioni in onore di Eleonora de Toledo. Lei fu la capostipite, insieme a Cosimo, della seconda dinastia medicea, e più in generale, la figlia di Pedro fu tra le protagoniste del secondo Rinascimento fiorentino. Eleonora portò a Palazzo Vecchio artisti come Bronzino e Benvenuto Cellini. Il suo matrimonio con Cosimo ha legato Napoli a Firenze per sempre. Insomma, lancio l’idea di un Comitato Nazionale per le celebrazioni, nel segno dei Toledo, per costruire un gemellaggio culturale tra le due città. In questo modo, si potrebbe restituire nuovo lustro alla storia dei Toledo e riconoscere il ruolo centrale di Napoli nel Rinascimento. Penso per esempio all’incontro tra Lorenzo il Magnifico e Ferrante d’Aragona, che portò a un lungo periodo di pace in tutta Italia. Ne parlerò con Manfredi la settimana prossima. Considero la cultura un aspetto cruciale dell’amministrazione. Non a caso Gaetano, come me, ha tenuto la delega per la Cultura. Ho grande stima di lui e che credo sarà un sindaco eccezionale: lo incoraggio ad andare avanti per fare di Napoli una grande capitale europea. Ha lo stile giusto: grande equilibrio e razionalità necessari alla missione, uniti allo spirito napoletano».

Nel concreto, in cosa potrebbe consistere questo gemellaggio? «Penso a un gemellaggio sì storico, ma pieno contenuti contemporanei. Si potrebbe concretizzare, per esempio, una cooperazione sulla promozione turistica, lanciando una card unica per Firenze e Napoli. Questa iniziativa consentirebbe, dopo il Covid, di rilanciare il turismo nelle città d’arte e di portare a Napoli i visitatori di Firenze e viceversa. Poi magari si potrebbe estendere il progetto della card unica a tutta la linea appenninica dell’Alta Velocità. Penso poi a una collaborazione tra teatri e musei dei due capoluoghi, con scambi di arte contemporanea e non. E penso anche alla moda: mi piacerebbe rilanciare la tradizione della sartoria napoletana a Firenze, dove a giugno si terrà Pitti Uomo, l’esposizione dedicata alla moda maschile. Sono pronto a mettere a disposizione dei sarti napoletani il Polimoda di Firenze, sempre nel segno di Eleonora, che ha portato il broccato a Firenze, la bigiotteria e uno stile unico».

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