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“Rendita, l’offensiva di Nardella e un appello agli imprenditori” la mia intervista al Corriere Fiorentino

Il sindaco: «Rinuncino al profitto passivo e ci aiutino su case e parcheggi per residenti. E con le tramvie tolleranza zero per le inefficienze dell’Ataf»

Rendita immobiliare, cantieri, viabilità, politica culturale, quella nazionale, le prossime elezioni a Firenze. Questi i temi toccati dal sindaco Dario Nardella nel forum con il Corriere Fiorentino. Ma il colloquio non poteva che cominciare con il caso dei due palazzi in San Felice venduti per trasformarli in residenze per i turisti, con la possibile chiusura della farmacia che dal 1810 è in quella piazza.

«Ho apprezzato il dibattito aperto dal Corriere Fiorentino — afferma il sindaco — lo trovo utile e fondato. Ci sono tre fattori alla base del fenomeno della rendita passiva, parassitaria. A Firenze come in Italia, c’è una cultura imprenditoriale che in alcuni casi ha scelto la rendita passiva, sicura, rispetto al rischio di impresa che produce lavoro e ricchezza. Poi, tra gli anni ‘80 ed i ‘90 la classe dirigente della città ha deciso di svuotare il centro di Firenze di funzioni di interesse pubblico: un processo che comincia da lontano. Tutti gli uffici giudiziari, le sedi delle banche più importanti, quasi tutte le sedi universitarie sono stati portati fuori, e con loro le attività correlate. Così si è svuotato il centro. Non era una scelta sbagliata: lo sbaglio è stato non ripensare il centro con un piano strategico di riqualificazione. Terzo: il combinato disposto dell’aumento del turismo e della liberalizzazione del commercio».

Le soluzioni possibili

«Su turismo e deregulation siamo la prima ed unica città d’Italia che ha affrontato con un piano coerente l’anarchia del commercio e la deregulation. Con strappi e rischi come il regolamento Unesco che ha retto anche ai ricorsi al Tar. Abbiamo fermato i fast food, i mini market. Il Comune farà di tutto per difendere gli esercizi storici, ma c’è stato un ritardo evidente. Non è un rimprovero alle amministrazioni precedenti: i nostri strumenti sono migliori di prima. Ma attenzione a dire che non ci sono più residenti in centro. I dati di Vodafone ci dicono che tante persone vivono e lavorano in centro. Il centro è ancora vissuto dai fiorentini».

Negozi di vicinato, parcheggi e residenza popolare

«Sono aumentati esponenzialmente i turisti, ma siamo già partiti con un’inversione di tendenza: abbiamo dato una nuova destinazione ai contenitori vuoti, senza seguire l’ondata della rendita passiva. L’ex Tribunale che diventa la fondazione Zeffirelli, centro culturale di performing art, ospiterà anche una università. Una parte delle Murate destinata a incubatore di start up. Ma il vero progetto per riportare la residenza in centro è la tramvia. Non posso obbligare ma solo favorire la residenza. Una famiglia italiana ha in media due automobili, non può stare in un centro come quello di Firenze, costruito nel Medioevo, con due auto. Chi vive in centro deve potersi muovere liberamente senza essere schiavo delle auto».

L’appello agli imprenditori

«Abbiamo fatto il piano dei parcheggi pertinenziali per residenti, non si sono fatti avanti soggetti imprenditoriali: ci riproveremo. Agli imprenditori dico: rischiate insieme a noi. Ho cercato di ampliare il parcheggio della Calza: ce lo ha bloccato la Sovrintendenza. E quindi ora lanciamo il bando per il parcheggio interrato su piazza Tasso. E comunque con 2 nuove linee di tramvia avremo 22 milioni di passeggeri in più e 10 mila auto in meno al giorno…».

I nodi di Ataf

«Abbiamo tollerato alcune inefficienze del servizio per la presenza straordinaria dei cantieri. Ma appena i cantieri chiuderanno, ci sarà tolleranza zero. Noi abbiamo fatto la nostra parte, Ataf faccia ora la sua. Non era scontato che il Comune trovasse 4 milioni di euro all’anno — che possiamo mettere perché abbiamo la tassa di soggiorno — per i servizi aggiuntivi: bus più frequenti, più bus notturni, più servizi il sabato e nei festivi. Due terzi delle linee complessive di Ataf, cambieranno percorsi, dopo l’apertura delle tramvie. Ma rivendico anche che abbiamo, a Firenze, il 50% di bus nuovi. E va spezzata una lancia a favore dell’azienda: la gara del trasporto pubblico locale. Questa benedetta gara della Regione, e non voglio fare polemica, va avanti da 7 anni. Quando non sai se domani ci sei, è complicato gestire e investire. Però, quando ci saranno le tramvie, e con loro più bus, diventeremo la seconda città d’italia per km percorsi dal trasporto pubblico ad abitante. Grazie a questo, al bike ed al car sharing, ci sarà una nuova Ztl per il centro: seria, credibile ed adeguata».

I lunghi cantieri

«Se si sono fatti pochi lavori a Firenze in passato non è per colpa del sindaco precedente. Il patto di stabilità ha bloccato per anni tutti i Comuni italiani. Oggi, sbloccato il patto, Firenze con Milano è la città che sta facendo più lavori e i fiorentini stanno con me, lo dico senza arroganza, perché hanno capito il valore di queste scelte. Il peggio è alle nostre spalle. Toscana Energia ha sostituito 98 km di rete gas, abbassando del 50% il rischio di rotture. Sul tram, potevo anche fare una scelta più tranquilla e più popolare, fare una sola linea; invece ho preso la decisione più difficile: fare insieme due linee e non perdere i finanziamenti europei».

Arte, cultura e progetti

«Piazza Signoria avrà un grande momento di rinascita con la fine del restauro al Nettuno. L’opera di Fischer? Io credo che la critica ad un artista non sia la critica ad una politica culturale. Difendo la scelta: se la Firenze del ‘400 avesse ragionato come tanti conservatori di oggi, non avremmo avuto la cupola del Brunelleschi. E per quanto riguarda la loggia di Isozaki agli Uffizi, io voglio un dibattito serio, non accetto una disputa estetica. Bella o brutta sono due categorie che bisticciano con l’arte. I quadri di Fontana, Guernica di Picasso sono belli o brutti? Il tema è se questa città è pronta o no ad essere la Firenze rinascimentale che è sempre stata, con scelte coraggiose su arte, architettura urbanistica».

Il ritorno di Renzi in città e la nuova stagione politica

«Matteo dice che stiamo amministrando meglio di lui! Non c’è sovrapposizione. E non c’era città migliore dove potesse candidarsi: è la sua città, qui ha fatto il sindaco, qui è nato il suo progetto politico. Il mio contributo alla campagna elettorale? Faccio quello che il partito e Renzi mi chiedono. Ma il miglior apporto che può dare il sindaco al Pd è governare bene Firenze. Il campo politico della Toscana è il centrosinistra. Qui, se non fai alleanza a sinistra, rischi la sconfitta. Ma se è una sinistra di governo, non di lotta e di governo».

Corriere Fiorentino - 25.02.2018

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