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«Per la svolta mena fisco e burocrazia» – la mia intervista a “La Gazzetta dello Sport”

«Non serve un’altra Legge sugli Stadi. Perderemmo solo tempo. Basta modificare la mia, anche in maniera consistente».

Dario Nardella, sindaco di Firenze, è pronto a riscrivere la sua Legge sugli impianti. «Se Governo e Parlamento ci accompagnano nella maniera giusta entro l’estate la nuova Legge potrebbe esserci. Quella attuale è ancora un’ottima base di partenza. È stata preziosa per l’impianto di Udine e ha permesso gli interventi a Bergamo. Ma possiamo avere la “fase 2” anche per gli stadi».

Parte del progetto riguarda l’intervento sugli stadi monumento. «Servono nuove norme. Il Parlamento si sta muovendo nella direzione giusta grazie anche alla proposta di legge di Rosa Maria De Giorgi. Su questo fronte immagino tre possibilità di intervento. Prima di tutto garantire maggiori incentivi fiscali agli investitori: defiscalizzazioni e riduzione delle tasse sul patrimonio se l’imprenditore volesse acquistare l’impianto. Poi, sarebbe opportuno dare ai sindaci poteri straordinari sia per trovare gli investitori, sia per la concessione che per la vendita. Bisogna semplificare. E poi bisogna diminuire i vincoli della Sovrintendenza. Gli stadi monumento non sono monumenti equestri, sono luoghi da vivere. Tra l’altro le conseguenze del Covid 19 obbligheranno a ripensare l’uso degli impianti. Mi riferisco all’affluenza, ai flussi d’uscita. Non è una situazione d’emergenza ma qualcosa con cui dovremo convivere a lungo. Saranno necessari tanti interventi per mettere a norma gli impianti. Con i vincoli di oggi è tutto più complicato, si rischiano tante situazioni tipo Flaminio a Roma».

E per gli stadi nuovi? «Il nuovo ponte di Genova è stato realizzato in meno di due anni. Quindi si possono bruciare i tempi. Per creare stadi nuovi bisogna dare poteri commissariali al sindaco. Si possono fare in 4 mesi e mezzo cose che con le norme attuali necessitano di quasi 5 anni. Serve più flessibilità sulla stima degli immobili. Bisogna ampliare l’opportunità del valore urbanistico e ridurre al minimo la burocrazia».

Anche la Lega calcio lavora a un progetto legato agli stadi. «L’importante se vogliamo fare in fretta è non rimpallarci le responsabilità e lavorare uniti per l’obiettivo che è utile alle società di calcio e alle città. Stadi nuovi o più belli sono un vantaggio per tutti».

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