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«Chi occupa non deve mai essere premiato» La mia intervista a Il Messaggero

«L’idea del ministro dell’Interno, Marco Minniti, di scrivere linee guida per gli sgomberi operati con la forza pubblica è ottima e andrebbe concordata nel merito con i sindaci ovvero con l’Anci per essere davvero efficace. In queste linee è importante evitare automatismi nel garantire un alloggio a chi occupa se non vogliamo che le occupazioni si moltiplichino a dismisura a scapito delle tante famiglie bisognose già in lista di attesa».

E’ un fiume in piena Dario Nardella, renziano della prima ora, sindaco di Firenze da circa tre anni che, dopo quanto accaduto a Roma con lo sgombero del Palazzo di Via Curtatone e gli scontri fra Polizia e rifugiati, intende dire la sua su uno dei temi più scottanti della gestione delle città italiane. Sindaco cosa la preoccupa? «Dalla storia dello sgombero di Roma deve emergere un messaggio chiaro: va data accoglienza a chi effettivamente versa in condizioni di difficoltà sociale e ne abbia il diritto. La legalità deve restare il principio di riferimento. La direzione deve essere chiara, quella della legalità, e non lo stop agli sgomberi».

Teme che ora, paradossalmente, si scateni una corsa all’occupazione delle case? «Ripeto che occorre essere chiari: gli sgomberi devono essere fatti. In un quadro, come è logico che sia, di massima collaborazione fra tutte le amministrazioni coinvolte. Sono critico ad esempio verso le parole pronunciate da Luigi Di Maio. Come si fa a dire che la Raggi si deve occupare dei romani e non dei rifugiati sgomberati. Si vede che non ha mai amministrato neanche un quartiere: è evidente che l’assenza del Campidoglio in quello sgombero non ha garantito né un buon livello di socialità né più sicurezza ai romani».

Sindaco, scusi, ma la sua somiglia a un’entrata a gamba tesa nelle questioni della Capitale. «Affatto perché non mi interessa la polemica personale con una collega come la Raggi eletta dai romani ai quali deve rispondere. Faccio una valutazione politica».

Ovvero? «Dopo l’elezione a Roma e Torino dei loro rappresentanti, i 5Stelle hanno alzato l’asticella presentandosi come gli unici portatori di buongovemo nelle città. Ebbene, ora l’arroganza con la quale si sono presentati rende ancora più eclatante il loro fallimento e la loro incapacità».

Ma fanno squadra: Di Maio si è speso a favore della sindaca. «Registro che i vertici nazionali del Movimento 5Stelle intervengono continuamente nelle questioni romane: sembra che impartiscano lezioni al sindaco. Questo denota una mancanza del rispetto dell’autonomia di Virginia Raggi che, come ho detto, deve rispondere ai cittadini romani dai quali è stata eletta».

Torniamo alle modalità dello sgombero. Ne farete anche voi a Firenze e non mi dica che non suscitano polemiche. «Da quando io sono sindaco ne abbiamo fatti 31 di una certa entità».

Come “ne abbiamo fatti”… «Si, uso il plurale perché da noi, in ogni sgombero, le decisioni vengono prese a livello di Cosp, Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, e le forze dell’ordine e gli uffici dei servizi sociali del Comune di Firenze agiscono assieme, l’uno a fianco dell’altro. Dunque sono rimasto molto stupito dal caso romano dove, a quanto hanno dichiarato il capo della Polizia e il prefetto, pare sia in qualche modo mancato il ruolo che dovrebbe ricoprire il Campidoglio. In un’operazione di quel genere non può non esserci la massima collaborazione fra prefetto, forze dell’ordine e sindaco. Ed è logico che sia così perché l’emergenza collegata agli sgomberi chiama in causa aspetti delicati sia sociali che di sicurezza. In ogni caso bisogna anche evitare l’effetto opposto ovvero quello di un premio implicito a chi occupa».

C’è chi ne fa una questione di difesa della legalità. «Le occupazioni non vanno tollerate. Proprio per questo bisogna tenere assieme legalità, e quindi più sicurezza, con la solidarietà sociale. Ha fatto bene il capo della Polizia ad intervenire anche sull’altro versante messo in luce dall’operazione romana: ovvero quello delle parole inaccettabili del funzionario di polizia».

Ma a Firenze quanto tempo ci mettete per organizzare uno sgombero? «Dipende, nei casi più complessi anche mesi. Ma voglio sottolineare che sgomberiamo e contemporaneamente tentiamo di offrire un’alternativa valida agli occupanti. Non lasciamo per strada nessuno, soprattutto le categorie più fragili. I nostri servizi sociali sono sempre presenti per occuparsi di donne, bambini, anziani».

E’ rimasto sorpreso dall’ennesimo rimpasto della giunta Raggi? «Non entro nel merito delle scelte della sindaca Raggi. Mi pare però difficile garantire una stabilità di governo della Capitale con una squadra che cambia continuamente».

di Diodato Pirone

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