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“Nardella e le periferie, ecco il piano per la sicurezza” la mia intervista a Repubblica

 

Cento vigili di quartiere in servizio da settembre. Duecento nuove telecamere collegate con un software modello Tel Aviv, in grado di effettuare il riconoscimento facciale in movimento. Ma nella rinnovata azione sulle periferie di Dario Nardella non ci sono solo misure di sicurezza: «Io stesso trasferirò il mio ufficio in periferia per un giorno a settimana. Nelle sedi dei quartieri o nelle biblioteche, comincio dalle Piagge. Farò lì le mie riunioni e sarò a disposizione di residenti, imprenditori o persone che vorranno incontrarmi».

Sindaco, dopo tre anni dedicati al centro, tra regolamento Unesco e ztl, vi accorgete delle periferie?

«Abbiamo sempre dato attenzione alle periferie. L’investimento sulla tramvia ne è testimonianza, la maggior parte dei nostri sforzi sugli investimenti sono sulle periferie: la manutenzione delle strade su cui presto lanciamo il global service, i bypass, le alberature, le scuole. Abbiamo dovuto attendere lo sblocco di tanti finanziamenti sulle opere pubbliche ma ora entriamo nella fase calda dei cantieri. Non credo si possa dire che da parte nostra ci sia stata disattenzione, però è vero che c’è un’eco sproporzionata per le cose che si fanno in centro e molto poca attenzione per ciò che si fa in periferia. Questo pesa sulla percezione esterna. Ora il nostro obiettivo è intensificare gli sforzi».

Perché oggi le periferie diventano stringente priorità? Temete l’effetto banlieue?

«Lo sforzo maggiore è anche legato al fatto che stiamo assistendo a una lacerazione del rapporto periferie-centro. L’ho già detto in altre occasioni denunciando il rischio di ghetti stranieri nelle case popolari. Io vedo il rischio delle banlieues europee, ma siamo in tempo per fermare tutto. È chiaro che in questa azione c’è molta strategia politica».

Paura dell’avanzata dalle destre a due anni dalle elezioni?

«Dobbiamo scalzare il messaggio carico di paure e ideologia delle destre e dei populisti, che alla prova dei fatti sono inconcludenti. Allo slogan del far west e della giustizia fai da tè noi dobbiamo rispondere con presenza sul territorio e con un investimento reale su cultura e educazione».

Ha visto quanti lettori hanno scritto a Repubblica per chiedere interventi dei nuovi vigili di quartiere?

«E il segno che siamo sulla strada giusta. Ho girato tutto al direttore generale Parenti e al nuovo comandante dei vigili Alessandro Casale, che si è messo al lavoro già ieri notte: alle 2 è montato su una pattuglia e si è girato tutta la città».

Come funzioneranno i nuovi vigili di quartiere?

«Il modello organizzativo lo stabiliremo col comandante. Avremo 100 uomini dedicati solo ai quartieri. Il grosso nucleo esistente, composto da circa 70 agenti, verrà riorganizzato e integrato con 30 tra i nuovi assunti oggi impiegati in centro, dove comunque l’impegno non verrà ridotto. Io immagino presidi fissi e pattuglie mobili che partano dalle aree più problematiche. Poliziotti di quartiere all’inglese, che si muovano m coppia a piedi e parlino con commercianti e residenti. Quel che conta è un rapporto continuativo con le comunità. Non solo multe ma antenne».

Su cosa si concentreranno? Piazze, mercati, giardini?

«Saranno sentinelle chiamate anche ad agire. Ma non dovranno fare solo mobilità: se un agente vede un’auto in doppia fila interviene ma la filosofia è un’altra. Bobby in contatto con il comando e le altre forze dell’ordine. Attivi contro borseggi, aree a rischio spaccio, venditori abusivi Saranno in contatto coi cittadini anche con strumenti tecnologici che stiamo decidendo. Oggi sono cambiate le dinamiche sociali, i cittadini si sentono più soli, le relazioni familiari e amicali non sempre attenuano la percezione di insicurezza, che infatti è aumentata».

Anche a Firenze?

«Si, i reati non sono aumentati, almeno non in maniera così rilevante salvo i furti. Eppure ci si sente meno sicuri. La presenza di più agenti nelle strade avrà funzione deterrente. Ma c’è anche la tecnologia: da settembre cominciamo con una iniezione potente di telecamere fuori dal centro, ora sono disponibili 4 milioni di euro che erano nel Patto per Firenze. Arriveremo a 450 nuove telecamere entro due anni, di cui 150-200 in periferia. Nel rispetto delle normative sulla privacy e d’accordo col garante stiamo anche pensando a un software avanzato, che consente il riconoscimento facciale a scopo di sicurezza urbana e pubblica, con funzione anti terrorismo. Sono sistemi che lanciano alert dopo aver riconosciuto volti conosciuti come sospetti nei database. Servono a dare l’allarme in eventi critici. Ne usano a Tel Aviv, Londra, Città del Messico».

Quando farete l’ordinanza anti prostituzione?

«In questo mese. Ci lavora l’assessore alla sicurezza Gianassi. Multeremo i clienti, in particolare in zone come Novoli e Cascine».

Ha visto quanti rifiuti abbandonati in strada, specie fuori dal centro?

«Abbiamo iniziato un confronto serrato con Alia perché sia potenziato il servizio di raccolta dei rifiuti e pulizia in periferia. Ma io intendo lanciare un allarme diverso che riguarda il fenomeno dei rifiuti tessili che stanno inondando la periferia ovest. Fatto intollerabile, non possiamo pagare per gli altri. Parlerò presto con Prefetto e Procuratore della Repubblica, ho chiesto di vedere anche il Prefetto di Prato, sono certo di trovare nell’amico e collega sindaco Biffoni attenzione verso questo problema, dietro il quale non escluderei la presenza di organizzazioni malavitose. Abbiamo un rapporto che ci ha consegnato Alia: ormai si trovano sacconi di rifiuti anche negli alvei, reati ambientali gravissimi».

Fa come la Raggi? Denuncia l’allarme frigoriferi?

«Non abbiamo un problema di quel genere, il nostro sistema funziona. Ma negli ultimi mesi il fenomeno c’è e a quanto ci riferiscono verrebbe da attività economiche del distretto pratese prevalentemente cinesi. Interveniamo prima che sia emergenza».

E per la crescente percezione di insicurezza che Firenze da sei mesi ha smesso di accogliere nuovi migranti?

«Noi abbiamo già fatto la nostra parte e raggiunto un livello di accoglienza molto impegnativo, oltre 2 mila migranti. A cui si sommano casi critici come l’occupazione di via Spaventa. Aumentare ancora questi numeri potrebbe essere un problema. Io voglio rilanciare il tema a livello nazionale: non sono più disposto ad accogliere se non vedo che tutti fanno la loro parte, solo un terzo dei Comuni italiani accolgono sobbarcandosi gli oneri degli altri, lo dirò al ministro Minniti nei prossimi giorni. Non bastano più gli incentivi economici per chi accoglie, è questione di giustizia».

Anche il buio genera insicurezza.

«Siamo partiti con un piano ambizioso: 12 milioni di euro, 35 mila nuovi punti luce. Ho chiesto a Silfi una mappatura delle strade più buie, sono una ventina, da viale degli Astronauti a via Villamagna angolo Nanchino e via Duca di Calabria. Qui partiamo coi lavori in estate. Anche su scuole e impianti sportivi i lavori sono quasi tutti in periferia: cito Iti e Dino Compagni, palestra boxe a Campo di Marte e palazzetto al Cavallaccio. Senza contare i grossi recuperi urbanistici: Manifattura Tabacchi, ex Fiat Belfiore, Panificio militare, l’area dietro la Leopolda migliorerà, manca l’ O-gr . E poi le edicole, presidi insostituibili: stiamo facendo un enorme sforzo per aiutarle con gli “Contro il buio realizzeremo 35mila nuovi punti luce con 12 milioni di euro” sgravi Cosap e i servizi anagrafici, Firenze è un modello nazionale, voglio chiedere un accordo con te Poste perché possano svolgere servizi postali».

L’Estate fiorentina 2018 non doveva puntare tutto sulle periferie?

«Sì, e un primo bilancio ci dice che le cose stanno andando bene : non c’è più il problema asfissiante, c’è stato un decongestionamento. Funziona la vita notturna alle Cascine e sulla stecca dell’Arno, che è una bella carta da giocare. Vanno bene i concerti a villa Vogel, il cinema a Villa Arrivabene, a Sorgane, Peretola. A settembre partiamo con le biblioteche aperte in periferia il sabato: la Luzi Q2, Villa Bandini Q3, Orticoltura Q5. E aumenteremo i fondi anche al bibliobus».

Le tramvie per Novoli e di Careggi, le linee 2 e 3, saranno in funzione il 14 febbraio?

«Sempre parlato di fine lavori per febbraio, non di esercizio. E quello confermo. Sulla linea 2 abbiamo difficoltà, ho chiesto alle ditte di lavorare in agosto. Con le tramvie le linee bus saranno del tutto ripensate, aumenteranno i chilometri. E per metà 2019 voglio partano i cantieri della linea 4 per le Piagge».

 

04.07.2017 REPUBBLICA FIRENZE - Intervista di Ernesto Ferrara

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