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G7 della cultura, il sindaco Nardella: “Da oggi un cambio di passo nel modo e nel posto che i temi culturali occupano nelle agende internazionali”

“Con la firma della Dichiarazione di Firenze i Ministri della Cultura del G7 hanno inviato un chiaro segnale al mondo sull’importanza della cultura come strumento di dialogo. Oggi, con la partecipazione di personalità di questa levatura del mondo della Cultura la Presidenza italiana del G7 aggiunge una prospettiva diversa e insostituibile al dibattito.

Come Sindaco di una delle Capitali della Cultura riconosciuta nel mondo, sono felice di questa opportunità che viene offerta non sono alla città e ai nostri Governi ma anche all’agenda globale. Vorrei quindi toccare solo un paio di punti per condividere con voi la prospettiva di questa città.
Firenze ha sviluppato nei secoli un’identità unica grazie alla propria vocazione culturale. Nel tempo, ha creato un immenso patrimonio culturale, tangibile e intangibile, attraverso la ricchezza e la visione, in primis di chi governava ma in certa misura anche della popolazione. Insieme, hanno teso a creare sempre un equilibrio tra la soddisfazione dei bisogni materiali e di quelli immateriali: l’aspirazione alla bellezza, l’amore per la scienza, la curiosità e la sperimentazione, un gusto spiccato per il dibattito critico a tutti i livelli. A un certo punto della storia potevano contare su una grande ricchezza, e’ vero, ma parte di quella ricchezza e’ stata investita in opere artistiche, ricerca scientifica, abbellimento della città a beneficio di tutti i suoi abitanti, La bellezza e il patrimonio culturale che la città ha creato sono stati a loro volta fonte di ispirazione per ulteriori innovazioni, apprendimenti, commerci e attività economiche.
Il patrimonio culturale non è dunque solo un nutrimento dell’anima ma anche motore di crescita e l’economia di Firenze nei secoli ne e’ la prova. Oggi, grazie alla nostra vivace industria culturale, al reddito generato dal turismo e dalle competenze tramandate da generazioni nel campo dell’arte, del design, della moda e della ricerca scientifica, il nostro patrimonio culturale continua a produrre ricchezza per i nostri abitanti e avvicina a noi molti popoli stranieri.

 
L’unicità del patrimonio culturale di Firenze ha sempre attratto viaggiatori e residenti provenienti da culture distanti o religioni differenti. Qui, tutti hanno sempre trovato il potere unificante del nostro patrimonio culturale, che è in grado di comunicare valori, emozioni e aspirazioni universali, pur definendo la nostra identità rispetto ad altre città. Questo e’ un punto che vorrei sottolineare: la cultura avvicina le persone non malgrado ma grazie anche alle differenze, perché godere della bellezza di qualcosa di nuovo e diverso apre la mente alla tolleranza e all’accettazione dell’altro.
Questa e’ l’esperienza di Firenze, un’antica città che affronta sfide contemporanee, come altre . Per le ragioni che ho appena citato sono dobbiamo tutti proteggere i nostri patrimoni e promuovere gli scambi culturali, per questo e’ importante spendere in cultura mentre si destinano risorse in altri importanti settori, come la sicurezza.
E’ infatti dove manca lo strumento culturale che, soprattutto in tempi di crisi economica, ma anche sociale, le differenze diventano barriere invece che arricchimenti. E’ nelle periferie delle città dove non si spende abbastanza in cultura che non c’e’ posto per le differenze e tutto viene semplificato in dialettiche amico/nemico, con me o contro di me, con tutto quel che ne consegue. Il ruolo delle città è importantissimo perché già ora la maggior parte della popolazione mondiale vive in aree urbane ma le stime dicono che la percentuale è destinata ad aumentare.
Non posso che applaudire i Ministri della Cultura del G7 per avere firmato la Dichiarazione di Firenze ed invitare i leader del G7 a guidarci con il loro esempio destinando più fondi alle politiche e attività culturali, a sostenere l’industria culturale e a proteggere il patrimonio esistente nel mondo che e’ cosi importante per le identità dei popoli.

 
Il futuro lo dirà ma sono convinto che questo G7 rappresenterà un cambio di passo nel modo e nel posto che i temi culturali occupano nelle agende internazionali. E sono molto orgoglioso che sia accaduto a Firenze, e proprio in questa Sala dove sono state prese tante decisioni importanti per il futuro della città: mi piace pensare che non ci sia ambiente più propizio per il successo di questi incontri”.

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