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Contributi per ”blindare” le abitazioni. La mia intervista a Il Reporter

Un contributo del Comune alle famiglie fiorentine per rendere più protetta la propria casa, dalle porte blindate ai sistemi di allarme fino alle telecamere di sorveglianza e agli infissi anti-intrusione. È quello che arriverà a Firenze nel 2019: sul piatto ci sono fino a 2mila euro di finanziamento per nucleo familiare. “Per il ‘Fondo casa protetta’ abbiamo messo a bilancio 200mila euro” annuncia il sindaco Dario Nardella , in una lunga intervista a il Reporter.

Sempre sul fronte sicurezza, il primo cittadino attende i 250 agenti di polizia in più promessi dal ministro dell’Interno Matteo Salvini “Verificheremo settimana dopo settimana”, dice Nardella e sull’aeroporto si chiede: “Dobbiamo dare retta a Ceccardi o Salvini?‘”. Novità anche sul fronte del piano casa: è in arrivo un accordo con Poste Italiane per creare 78 “alloggi di transizione”, abitazioni temporanee per 18-24 mesi destinate alle famiglie che subiscono uno sfratto. Sarà recuperato uno stabile in abbandono vicino via Canova, a due passi dall’Isolotto.

Sindaco, partiamo dal Fondo casa protetta, da cosa nasce questa idea?

È una risposta concreta contro i furti nelle abitazioni, uno dei reati più odiosi nelle grandi città, una risposta in particolare per quelle fasce di popolazione che hanno la maggiore difficoltà a tutelarsi. Si tratta di un finanziamento che il Comune darà alle famiglie fiorentine con priorità a chi risiede in periferia, agli anziani e alle giovani coppie. Per il 2019 abbiamo stanziato 200mila euro.

Inoltre stiamo siglando un accordo con le associazioni di categoria degli artigiani, Cna e Confartigianato, grazie al quale i professionisti aderenti riserveranno uno sconto speciale alle famiglie, che si aggiungerà al finanziamento del fondo casa protetta. I criteri per accedere al fondo saranno comunicati a gennaio, avranno priorità i residenti nelle periferie e le famiglie a medio-basso reddito.

Il tema della sicurezza è molto sentito dai cittadini. Cosa sta facendo il Comune?

Ho sempre creduto che la sicurezza sia un diritto fondamentale di tutti i cittadini e che non sia una questione di destra o di sinistra. Abbiamo un piano molto preciso: l’assunzione di 100 nuovi agenti di polizia municipale e l’installazione entro giugno di altre 750 telecamere di videosorveglianza, una nuova illuminazione di tutte le periferie, la riqualificazione urbana, per la quale abbiamo trovato le risorse dopo i tagli del governo, e la  promozione di attività culturali per cerare una comunità più coesa.

Il ministro dell’Interno Salvini ha annunciato che manderà 250 agenti di polizia in più a Firenze. Cosa ne pensa?

Salvini ha risposto alle nostre continue sollecitazioni perché gli organici di forze di polizia previsti nell’area della Città metropolitana di Firenze oggi sono “scoperti” per 250 unità. Finalmente Salvini fa il ministro dell’Interno, vedremo se sarà di parola, verificando settimana dopo settimana. Gli agenti di polizia e i carabinieri già arrivati sul nostro territorio sono il risultato del Patto per la sicurezza che abbiamo siglato con il ministro precedente Minniti.

Se Salvini passerà da zero a 250 io non potrò che essere contento. Firenze viene prima di qualunque lotta politica. Se il mio avversario politico Matteo Salvini fa il ministro e decide di aiutare la mia città, io ne sarò contento.

Quindi non c’è un “derby” con Roma anche su altre questioni, come l’aeroporto?

Da Matteo Salvini, leader di un partito che parla di sviluppo e di crescita, mi aspettavo parole chiare e inequivocabili sulla questione. Purtroppo mi ha deluso, perché ha invece risposto in modo incerto e debole. Fino a pochi mesi fa eravamo vicini al traguardo. Oggi, dopo le dichiarazioni dei ministri grillini e della commissaria della Lega toscana Susanna Ceccardi, sembra che l’aeroporto non lo vogliano più fare. A chi dobbiamo dar retta, a Ceccardi o a Salvini? I gialloverdi usano Firenze per fare battaglia politica ed è inaccettabile. Noi fiorentini siamo stanchi di attendere: Salvini ci dica sì o no.

Passiamo al piano casa di Firenze, a che punto siamo?

Su questo c’è un’importante novità. Stiamo chiudendo la trattativa con Poste italiane per l’acquisizione dell’ex casa albergo di via Chiusi, nel quartiere 4, un grande immobile che venne costruito per i dipendenti postali e che è abbandonato da anni. Lì realizzeremo un complesso di 78 “alloggi di transizione” per tutte quelle famiglie che subiscono uno sfratto.

Invece di trovarsi costrette a entrare nell’illegalità, ad esempio occupando altri immobili, saranno tutelate da parte del Comune con una sistemazione transitoria che li metta in condizione di tornare a camminare con le proprie gambe. Questo è il modo giusto di affrontare l’emergenza abitativa, non il sistema oppressivo che si legge nelle norme del decreto sicurezza.

Ci sono altre misure in vista?

Vogliamo trovare risposte per quella “fascia grigia” delle famiglie che non sono così povere da aver diritto ai servizi sociali gratuiti, ma che non riescono nemmeno ad arrivare alla fine del mese. Devono poter risalire verso la completa autosufficienza economica. Lo si può fare solo avendo la certezza di un posto dignitoso in cui vivere. Stiamo mettendo a punto un piano casa che avrà a disposizione un fondo da 400 milioni di euro, ricavati da contributi di fondazioni bancarie, banche etiche, fondi europei e fondi nazionali. Daremo una soluzione a 8mila famiglie.

E infine quali obiettivi si dà da qui al termine del mandato?

Prima di tutto mettere in funzione la linea 2 della tramvia. Noi abbiamo rispettato i tempi: i lavori dovevano finire il 15 dicembre e così è stato. Il resto lo deve fare la commissione nominata dal ministro delle Infrastrutture Toninelli, decidendo sui tempi dei collaudi.  La commissione non può prendersela troppo comoda di fronte alla priorità di realizzazione di un’opera pubblica di rilevanza regionale come la tramvia.

Il secondo obiettivo è chiudere l’80% dei cantieri che abbiamo in giro per la città. I fiorentini hanno diritto di respirare un po’ dopo tanti sacrifici e tanti interventi che hanno trasformato in meglio Firenze. Infine vogliamo completare il piano di riasfaltature, con 70 chilometri di strade messe a nuovo. Un piano che sta andando a ritmo elevato e dovrà essere completato entro giugno.

 

Qui l’intervista video

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