Signor  sindaco, cosa ha regalato per Natale ai suoi 3 figli? «Veramente i regali li ha portati Babbo Natale…»

Ovviamente…

«Al più piccolo dunque è arrivata una pista, alla bimba un kit da piccola esploratrice e a Cosimo il primo orologio ufficiale».

Ai fiorentini invece nel 2018 cosa ha intenzione di regalare a prescindere da Babbo Natale?

«Una novità per le famiglie che potremmo chiamare “Bonus anziani”».

Di cosa si tratta?

«Firenze ha il più alto indice di vecchiaia d’Italia, un dato che comporta molti costi per le famiglie. Grazie alla legge distabilità, che ci fornirà ulteriori risorse, nei prossimi giorni faremo il primo stanziamento di un milione di euro destinato a chi è in difficoltà economiche con un anzianonon autosufficiente in casa».

Quanti soldi avrà ogni famiglia? «Il contributo oscillerà fra i 150 e i 250 euro al mese per famiglia. Vogliamo dare una boccata di ossigeno a chi spesso spende uno stipendio solo per mantenere i propri anziani in difficoltà».

Cos’altro porterà il 2018 ai fiorentini? «Intanto ho il dovere di consegnare le due linee di tramvia».

Quando saliremo sul primo tram? «I lavori finiranno a febbraio e, dopo le prescrizioni necessarie e il collaudo, potremmo salire sui primi vagoni entro giugno».

Pensa che la tramvia risolverà finalmente il problema colossale del traffico? «Vede, in certi momenti mi sento come Benigni in Johnny Stecchino, solo che qui il traffico è un problema vero e lo si può risolvere solo investendo nel trasporto pubblico che nel prossimo anno, con l’arrivo del tram, verrà riorganizzato completamente».

Come?

«Intanto ripensando tutte le linee Ataf grazie anche al recupero che avremo con la tramvia di un milione e mezzo di chilometri all’anno».

Poi?

«Realizzando sul viale Guidoni un parcheggio scambiatore a servizio della tramvia e prevedendo nella stessa area una nuova fermata ferroviaria per i pendolari regionali».

Nel 2018 inizieranno anche i lavori per il nuovo aeroporto?

«L’altro ieri abbiamo avuto la bella notizia dell’ultima firma sulla valutazione di impatto ambientale. Siamo al punto di non ritorno e sono pronto a scommettere che entro la fine del mio mandato metteremo la prima pietra dei lavori».

Il nuovo stadio a Novoli sembra un’altra vicenda infinita…

«Anche qui sono stati fatti molti passi in avanti. L’ultimo, importante, lo ha compiuto la Fiorentina consegnando una voluminosa documentazione sul progetto».

Che tempi vi siete dati per la consegna del progetto definitivo? «In queste ore i nostri tecnici stanno verificando lo stato di avanzamento. Solo sulla base di questo verdetto stabiliremo il termine definitivo per la consegna di tutto il progetto».

Sul termovalorizzatore di Sesto, invece, la polemica è altissima…

«E io trovo il dibattito di questi giorni fuorviante rispetto al problema vero che abbiamo in Toscana».

Quale sarebbe? «La criminalità organizzata che c’è dietro il business della spazzatura e le discariche che nella regione sono troppe, obsolete e al limite della capienza».

Il governatore Rossi al contrario ritiene obsoleto il termovalorizzatore…

«La competenza sui rifiuti è della Regione. Oltre le parole però servono i fatti. Rossi decida dunque per la revisione del piano dei rifiuti e ce lo presenti. La cosa certa è che i fiorentini e i toscani non possono pagare un sacco di tasse per mettere sotto terra i rifiuti o, peggio, portarli in altre regioni».

Signor sindaco, con l’anno che finisce è anche tempo di bilanci…

«Innegabilmente»

Qual è la cosa del 2017 che le ha dato più dispiacere?

«Le critiche per il taglio degli alberi. Si è visto solo l’aspetto negativo e non si è riconosciuto il lavoro straordinario che stiamo facendo: entro il 2019 la città avrà 10.000 nuovi alberi».

Pensavo che il dispiacere maggiore fosse stato lo strappo con Renzi sulla moschea alla Gonzaga

«Quella vicenda mi fece arrabbiare. Lo dissi anche a Matteo. Adesso andiamo avanti come si fa fra amici che si stimano, ciascuno nel rispetto del proprio ruolo».

A proposito di moschea: l’imam dopo Sesto la vuole anche a Firenze…

«Ho incontrato ieri Elzir e con lui abbiamo condiviso l’ottima soluzione della moschea a Sesto, che credo possa essere frequentata anche da fedeli di altri comuni fra cui Firenze, dove comqune già esistono tre luoghi di culto per la comunità islamica».

Dove comunque esistono problemi.

«All’imam ho anche detto che va trovata una soluzione alternativa per il centro di preghiera in piazza dei Ciompi, che è praticamente in un garage».

Che aggettivo userebbe per la scelta di Betori di concedere i terreni della Chiesa per la moschea?

«Una scelta coraggiosa».

Sa che molti cattolici sono rimasti perplessi…

«Trovo che le azioni di Betori siano coerenti con le parole di papa Francesco e con lo spirito di Firenze, che non è certo la città dell’odio ma del dialogo e della convivenza interreligiosa».

A proposito: il prossimo 4 marzo voteremo per le politiche. Visti i sondaggi, non è preoccupato?

«Mentirei se le dicessi di no. Però non è la prima volta che il Pd parte svantaggiato nei sondaggi e poi nelle urne cambia tutto, come successe alle Europee del 2014».

Vero. Ma allora il Pd volò al 40%, oggi i sondaggi lo danno invece sotto il 26%: dove ha sbagliato il partito?

«Ogni esperienza di governo può avere degli errori. Forse sulla riforma costituzionale avremmo dovuto insistere ancora di più per coinvolgere un arco più largo del Parlamento che ci avrebbe consegnato al referendum un consenso maggiore».

Non pensa invece che in questi anni il “renzismo” non abbia mantenuto tutte le promesse di cambiamento?

«Intanto l’espressione “renzismo” non mi piace, indica l’estremizzazione di un fenomeno politico».

Però?

«Però Renzi ha prodotto una stagione di grandi cambiamenti, coraggiosa e irruente, che ha fatto arrabbiare tanti gruppi conservatori di potere che hanno reagito».

Il fatto che Renzi si candidi ora a Firenze per un sindaco è un problema o una opportunità? «Mai considerato il rapporto di amicizia con Renzi un problema».

Quando lei si candidò a sindaco molti le rimproveravano però la sua stretta dipendenza…

«Mi pare di aver dimostrato in molti episodi di aver guidato la mia città senza chiedere il permesso a nessuno, nemmeno a Renzi che pure è il leader del mio partito».

Dunque?

«Dunque il fatto che si candidi a Firenze è un’opportunità non solo per me ma per tutta la città».

La candidatura della Boschi in Toscana, invece, è un problema o un’opportunità?

«E’ una decisione che spetta prima di tutto a lei e alla direzione del partito».

Questa è una risposta democristiana ante rottamazione…

«Posso dirle solo che personalmente riterrei interessante che Maria Elena faccia valere il suo lavoro e le sue capacità nella sfida elettorale».

A proposito di candidature, lei quando annuncerà la sua ricandidatura a sindaco?

«Non ho difficoltà a dirle, visto che cambiare una città come Firenze richiede più di 5 anni, che se i fiorentini lo vorranno io sono pronto già da adesso a ricandidarmi per un secondo mandato».