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Accoglienza migranti, ripartiamo dai Comuni. La mia intervista al Corriere Fiorentino

«Per cambiare la gestione degli immigrati la chiave è il coinvolgimento dei sindaci. Non abbiamo bisogno di una contrapposizione Stato-Regioni, ma di più cooperazione». Per il sindaco di Firenze Dario Nardella il punto non è tanto dare più poteri alle Regioni a scapito delle Prefetture, come chiede il governatore Enrico Rossi, ma «fare rispettare le regole, far lavorare i richiedenti asilo in progetti socialmente utili, dare incentivi ai Comuni che accolgono e penalizzazioni, cioè meno risorse, a quelli che non accolgono».

Sindaco, Rossi ha proposto una sorta di «federalismo dell’accoglienza», tornando al modello toscano del 2011. È d’accordo? «È giusto che le Regioni collaborino, ma il punto di fondo è che i Comuni devono essere il perno del sistema. E questo deve valere sia per le prefetture che per le Regioni. L’Anci ha fatto proposte chiare: estendere il modello Sprar (il sistema di protezione per richiedenti asilo gestito dal Ministero e dagli Enti locali, ndr), far lavorare i migranti perché se c’è una cosa odiosa per i cittadini è vedere decine di persone penzoloni per strada, controllare bene i centri d’accoglienza».

A dividerla da Rossi c’è la questione del Centro per i rimpatri dei migranti irregolari: lei, insieme al sindaco Biffoni, ne vuole uno in Toscana mentre il governatore si oppone. «Guardi, io sono disponibilissimo a collaborare con la Regione, ma la soluzione non può essere l’accoglienza volontaristica lanciata nel 2016 con il numero verde. L’immigrazione è un problema così complesso che non può essere lasciata alla buona volontà. Serve una pianificazione e una selezione dei flussi, un sistema di integrazione degli immigrati regolari e sì, un Centro per i rimpatri con le seguenti caratteristiche: piccolo, in grado di riportare effettivamente gli irregolari o chi delinque in patria e naturalmente rispettoso dei diritti umani».

Ha avuto modo di parlarne con il ministro Salvini? «Gli ho scritto a inizio estate, aspetto ancora una risposta. Noto che Salvini si occupa solo di navi in arrivo, anche se gli sbarchi sono nettamente diminuiti grazie al lavoro di Minniti, ma la vera emergenza è il mezzo milione di immigrati irregolari presenti in Italia».

A questo proposito Alessandro Martini, direttore della Caritas fiorentina, ha parlato di «migranti-fantasma». Quanti ce ne sono in città? «Non lo so, perché non lo posso sapere. So solo che da gennaio a maggio il Tribunale ha detto no alle richieste d’asilo di 231 migranti, a fronte di nessun rimpatrio. Detto in altri termini, quasi 50 persone al mese sono diventate clandestine dalla mattina alla sera, sparendo dai radar dello Stato».

Scusi, sindaco, ma le sembra una cosa normale? «No! (Nardella alza la voce, ndr). È una cosa assurda! E incivile. Ma il ministro Salvini non se ne occupa».

Rossi chiede di regolarizzare i migranti che lavorano. Che ne pensa? «Senza una precisa politica migratoria si rischia l’effetto sanatoria».

A Cascina è stato chiuso un centro d’accoglienza in condizioni igieniche precarissime. Come è possibile integrare gli immigrati se li si fa vivere nel degrado? «In questo caso la collaborazione prefetto-sindaci è fondamentale. Con il nuovo prefetto Laura Lega abbiamo deciso di lavorare insieme su un’opera di controllo dei centri d’accoglienza sia sotto il profilo dell’adeguatezza che sotto quello delle condotte dei richiedenti asilo».

 

di Paolo Ceccarelli

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