Vice Sindaco di Firenze



Dec 31, 2011

Le ordinanze di divieto dei fuochi a Capodanno? Non mi convincono…

Fuochi a Capodanno. Ora vanno di moda in Italia le ordinanze per vietarli. Ce n’era davvero così urgente bisogno? E soprattutto, pensiamo realmente che le ordinanze siano gli strumenti giusti per controllare un fenomeno – quello dei botti – che comunque richiede più attenzione e rispetto da parte di cittadini, che tuttavia hanno il diritto di festeggiare? Come spesso succede nel nostro Paese, intanto, non sempre approfondiamo il significato dei provvedimenti che prendiamo e soprattutto non ci interroghiamo mai sulla storia che c’è dietro i temi che trattiamo. I fuochi di artificio sono nati prima del 1000 d.c. in Cina. In Europa furono importati dal grande filosofo Bacone che nel 1245 sancì la formula della polvere nera nella sua epistola “De secretis operibus artis et naturae, et de nullitate magiae”. Dall’inizio del XVII in Europa si sono poi affermate due grandi scuole sui fuochi: la Scuola di Norimberga e quella italiana, “la scuola di Bologna”. L’intento è stato soprattutto quello di accompagnare i giochi pirotecnici ad alcune spettacolari cerimonie religiose.

I fuochi e i botti hanno accompagnato la nostra infanzia nelle storie per bambini. A Firenze li spariamo con lo scoppio del carro al tradizionale “volo della colombina” in Duomo per Pasqua.

Ebbene, in questi giorni un gruppo di sindaci  - molti autorevoli - li vietano per capodanno, perchè “disturbano la quiete pubblica”. Come ho scritto, in un Paese in cui non si riescono neanche a controllare gli scontrini fiscali o a far rispettare le basilari norme del codice della strada, non mi pare che le ordinanze siano gli strumenti più adatti per contenere o controllare gli effetti dei botti. E soprattutto, in questo caso, preferisco l’educazione al rispetto al divieto, visto che i fuochi o i botti nelle feste sono un fatto normale, che appartiene alla tradizione e ai costumi del nostro Paese. Altrimenti, di ordinanza in ordinanza finiremo per vietare tutto. Passeremo dai fuochi di artificio a vietare di stappare gli spumanti, poi a vietare la festa e gli schiamazzi a mezzanotte. Infine arriveremo a vietare di circolare per strada a Capodanno… un po’ inquietante. Ma se ci pensate, il principio è lo stesso. Buon anno e, per chi vive a Firenze, buoni fuochi… con giudizio.


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