L’insegnamento di La Pira al summit dei sindaci dell’UCLG a Firenze

Era il 1955 l’anno in cui il Sindaco Giorgio La Pira tenne a Firenze il vertice dei sindaci provenienti da tutto il mondo per dibattere della pace tra i Paesi e della prosperità dei popoli nel futuro. A distanza di quasi 50 anni, ancora a Firenze, si ritrovano più di cento sindaci e quattrocento delegazioni di città provenienti da ogni continente, nell’ambito dell’United Cities and Local Governments. Certo, il contesto politico, economico e culturale di allora è assai differente, come diverso è l’obiettivo dei due summit. Nel 1955, il mondo viveva non senza terrore il blocco della guerra fredda e le tensioni internazionali impedivano uno sviluppo del dialogo tra paesi e popoli. Da qui la grande intuizione di La Pira di fare leva sulle città e dunque sulla possibilità che – a differenza dei capi di Stato e di Governo di paesi avversi – i sindaci di quegli stessi paesi potessero incontrarsi e parlare senza incorrere in crisi diplomatiche. Ne nacque un incontro straordinariamente significativo tra uomini di grande levatura culturale che mai, allora, si immaginava avrebbero potuto incontrarsi. L’abbraccio tra il Sindaco “Santo” e il suo collega di Mosca ne è forse l’emblema più incisivo.
Di cosa discutono invece oggi i sindaci riuniti a Palazzo Vecchio? Non più di pace e guerra fredda, ma di sostenibilità, di economia urbana, di tutela dell’ambiente, di mobilità intelligente. Sono i temi della vita attuale di tutte le grandi aree urbane del mondo, da Nairobi a Parigi, a Istanbul. Problematiche che richiederanno una buona dose di competenze tecniche e soluzioni coraggiose e che tuttavia lasciano spazio ad una riflessione politica che può ispirarsi a quella della Firenze di La Pira. Insomma dietro ogni modello di città si cela una visione profonda di comunità, che richiede uno sforzo di immaginazione politica e culturale. Per questo anche oggi, discutere dei problemi quotidiani delle città nel terzo millennio, a partire da come rendere la vita dei cittadini più sostenibile, significa interrogarsi su quale modello sociale affermare. Prendiamo per esempio l’Europa di oggi, avviluppata in una crisi che pare senza sfondo. Siamo abituati a vedere sempre i rappresentanti degli Stati sovrani confrontarsi sui problemi economici, finanziari del Vecchio Continente. E se fossero anche i Sindaci delle città europee, i più vicini rappresentanti delle comunità che vivono nei territori, a discutere dei problemi dell’Europa e a cercare soluzioni? Certamente ne verrebbe un quadro più completo e rispondente ai bisogni dei nostri popoli. Soprattutto potrebbe emergere – sono certo – una risposta coraggiosa, di visione, alla crisi economica e culturale in atto.
Per questo anche il summit di oggi potrà rilanciare in chiave contemporanea il messaggio di La Pira e dei suoi colleghi. Un messaggio di dialogo politico, di riflessione culturale, di visione del futuro.



