Vice Sindaco di Firenze



Oct 20, 2011

Parigi…suggestioni e notizie da un viaggio

Il legame storico tra Firenze e Parigi non appartiene solo alla storia, che ha visto più volte intrecciare i gloriosi destini della famiglia Medici con i Re di Francia, ma vive ancora nelle attività e nelle vocazioni che accomunano queste due straordinarie città.

E’ questa la riflessione che mi è passata per la testa alla conclusione del breve soggiorno di lavoro nella capitale francese dalla quale sono appena rientrato.

L’occasione è stata la presentazione della edizione 2012 del Tour de France, in un Palais des Congrès strapieno, dove la sobria ma imponente cerimonia ha svelato il nuovo percorso. Non è stato difficile, francamente, rappresentare la città di Firenze in quella occasione, per l’ammirazione che i francesi, i ciclisti in particolare, nutrono per la nostra città e per la Toscana in generale, testimonianza di una storia comune di campioni e di passioni per le due ruote. Sarà questa la carta su cui Firenze punterà per convincere i francesi ad assegnarle il prestigioso incarico di ospitare la Grand Départ nel 2014, anno del centenario della nascita di Gino Bartali. Mi ha intanto rassicurato sapere che eravamo gli unici ospiti tra le città candidate per quell’anno. Un segnale degli amici d’Oltralpe? Vedremo. Certo la partita non si giocherà solo sulla qualità del progetto e la forza della tradizione. Sarà soprattutto l’offerta economica a decidere le sorti della candidatura.

Ma Parigi ha in comune con Firenze, oltre alla passione per lo sport ed il ciclismo, anche lo straordinario patrimonio di cultura e di tradizioni dell’artigianato e del commercio. Su queste ultime ho rivolto la mia attenzione, lavorando con i colleghi del Comune di Parigi per avviare una collaborazione sulla tutela delle nostre attività commerciali storiche e sul rilancio dell’artigianato di qualità. Ho scoperto, con meraviglia, che Firenze e Parigi condividono problemi assai simili: la perdita di identità del tessuto commerciale; la lotta all’abusivismo, legato soprattutto ai flussi turistici; la tutela della produzione locale; il rilancio dell’artigianato tra i giovani. Per questo non abbiamo avuto difficoltà a condividere soluzioni e il desiderio di una concreta collaborazione. Avvieremo infatti molto presto progetti comuni per sostenere l’artigianato di qualità e soprattutto invogliare i giovani ad intraprendere un’attività ancora piena di fascino. A Firenze cercheremo inoltre di adottare, compatibilmente con le nostre leggi, il modello che la capitale francese ha utilizzato per tutelare il “Made in France”: un mix di divieti e di strumenti urbanistici e di regolazione commerciale che ha portato alla creazione di vere e proprie strade dell’artigianato e mercati caratteristici. Rimango infatti convinto dell’idea che i mercati turistici tradizionali fiorentini debbano vendere i prodotti che nascono dalla sapienza artigiana dei nostri territori. Questo vuol dire tutelare il “Made in Italy” o il “Made in Florence”. Altro che ideologie leghiste! Qui si tratta di unire il commercio turistico all’artigianato di qualità per restituire tipicità e identità a quei mercati che legano la loro storia a questa città. Anche così potremo rilanciare un turismo di qualità, al posto di quello “mordi e fuggi” e ridare fiato ai nostri artigiani. A volte basta osservare quanto succede già in altre città, come Parigi appunto, e riprodurlo adattandolo alla propria realtà con intelligenza e

senza dover inventare niente di nuovo.