ll Comune salda i debiti con 400 imprese
La crisi economica galoppa e i primi a farne le spese sono i piccoli imprenditori. Così Palazzo Vecchio ha deciso di provare a dare una mano a ditte e professionisti a cui può anche capitare di aspettare dai tre agli otto mesi prima di riuscire a essere pagati dal Comune. Colpa di quel patto di stabilità che, di fatto, ingessa il portafogli non solo di Palazzo Vecchio, ma di tutti i comuni italiani. Le regole non sono facilissime da capire, ma in estrema sintesi il patto di stabilità il meccanismo per cui le amministrazioni pubbliche devono mantenere un equilibrio finanziario tale che impedisce di impegnare disponibilità pur presenti in cassa.
da La Nazione Firenze, 31 Agosto 2011 di Paola Fichera
Meccanismo ‘virtuoso’ dal punto di vista statale che finisce spesso col mettere in ginocchio piccole e medie imprese, edili e non solo, strette tra la crisi e il ritardo dei pagamenti da parte degli enti locali, che non fa altro che stringere ulteriormente il cappio intorno al loro collo. Ci siamo accorti spiega il vicesindaco e assessore al bilancio, Dario Nardella che con la crisi le aziende hanno grossi problemi di liquidità perchè hanno grosse difficoltà riscuotere. E visto che gli enti pubblici sono i principali committenti ci ritroviamo nostro malgrado a pesare sulle aziende. Due le decisioni che Palazzo Vecchio ha preso per cercare di limitare i danni: dare la precedenza nei pagamenti ai piccoli imprenditori e alle cifre entro i 5 mila euro e rilanciare l’accordo con Cassa di Risparmio di Firenze per l’anticipo di fattura. Grazie a questa scelta dall’inizio del mese di agosto la lista dei creditori del Comune stata dimezzata e, entro le prossime settimane, saranno pagati gli oltre duecento fornitori rimanenti. Finora spiega la dirigente del settore bilancio Sonia Nebbiai i pagamenti avvenivano in base alla data del mandato, scegliendo di pagare prima le piccole cifre siamo in grado di offrire una boccata d’ossigeno a un maggior numero di imprese. Per avere tutte le informazioni sulla propria pratica le aziende potranno rivolgersi al servizio economico finanziario (055- 2769814) oppure potranno accedere alle informazioni direttamente on line. L’accredito sul sito del Comune automatico e basta avere a portata di mano la propria partita Iva e il numero della fattura emessa. I creditori più importanti, invece, possono chiedere di riscuotere il credito alla Cassa di Risparmio di Firenze presentando una lettera del Comune che certifica la somma e il già approvato mandato di pagamento. Si tratta di una prassi consolidata da parte delle aziende – spiega Nardella – che si fanno anticipare i pagamenti dalle banche, la novità nell’accordo che il Comune ha stipulato con Crf che abbatte i tassi di interesse. Si va da uno spread minimo di 0,5 a un massimo di 1,70 calcolato sulla base della solidità dell’azienda richiedente. Un interesse mediamente più basso rispetto a quello normalmente praticato. Al momento il comune di Firenze deve pagare 24 milioni e 200mila euro a circa 206 fornitori solo due dei quali superano i 500mila euro di credito (si tratta di Ataf e Ferrovie dello Stato).

